Mercoledì 16 Ottobre 2019
versione accessibile  |  mappa del sito  |   contatti
newsletter
 Rubriche  Assemblea CDAL: Relazione Laboratorio sulla formazione 
Assemblea CDAL: Relazione Laboratorio sulla formazione   versione testuale
Educazione e Formazione a Napoli

Educazione e formazione per Napoli


Eminenza, vogliamo innanzi tutto esprimere a Lei, come cattolici e come cittadini, un sentimento di profonda gratitudine per la Sua testimonianza di fede e di passione in un momento buio e disorientante della storia della nostra città.

Animato da una rinnovata speranza di cambiamento, il gruppo di lavoro interessato all’educazione e alla formazione per Napoli ha prodotto la seguente analisi e proposta operativa.


Una breve premessa

L’elaborazione di una proposta educativa, che tenga conto delle specifiche esigenze della città di Napoli, non può prescindere da una breve considerazione sulla nostra epoca definita “età della tecnica”, nel senso che viviamo in un mondo tecnicamente organizzato. Tale mondo presenta un volto ambivalente. La tecnica, infatti, è fonte di possibilità ma anche di pericoli per la sopravvivenza biologica ed ontologica dell’uomo il quale rischia di trasformarsi in una  materia prima da lavorare, un fondo a disposizione da sfruttare.

Un’altra considerazione riguarda il modello economico occidentale impostato sul profitto e sull’espansione del commercio e della produzione, per cui la logica aziendale governa l’ambito ambientale, sanitario, sociale, culturale, le scuole, le Università: una logica per la quale l’individuo cessa di essere “persona” e si caratterizza come “funzione”, privo di identità e pertanto interscambiabile e sostituibile in ogni momento.

Con questa premessa – che prelude alla necessità per il nostro tempo di un’educazione che, tra le varie finalità,  sappia prioritariamente recuperare la dimensione assiologica del singolo – ci caliamo nella specificità territoriale di Napoli dove, accanto a questi rischi per la sopravvivenza dell’autenticità dell’essere umano, se ne aggiungono altri, legati al ritardo che si registra, rispetto all’Italia del centro-nord, nello sviluppo economico, sociale, civile, culturale.

Una robusta e capillare rete clientelare contribuisce a soffocare ogni crescita sociale, civile, culturale, creando irresponsabilità, mancanza di rispetto delle regole, sfiducia nelle istituzioni.

Questo scenario carico di ombre non deve provocare né sterile rassegnazione, né  pessimismo poiché tra le ombre ci sono barlumi di luce provenienti da diffusi valori di sensibilità, umanità, solidarietà, che ancora pulsano nell’anima di una città come Napoli, laddove altrove appaiono estinti.


Proposta operativa

La proposta delle aggregazioni che hanno lavorato al laboratorio su Educazione e formazione a Napoli è di attivare nella città un intervento di Educazione permanente e di Formazione continua che deve interessare cittadini e cittadine di tutte le età e di tutti i livelli di istruzione (giovani, adulti, anziani).

Una delle stridenti contraddizioni presenti a Napoli è, infatti, l’esistenza  di  considerevoli attività culturali, anche di notevole spessore, organizzate sul territorio, mentre persiste una totale indifferenza da parte della stessa intellettualità locale nei confronti delle esigenze educative emergenti da una realtà sociale che dalla fruizione di tali iniziative rimane esclusa.

Inoltre a Napoli  l’impegno istituzionale nel campo della formazione professionale è abbastanza elevato (anche se tali corsi spesso non raggiungono l’obiettivo di immettere i giovani nel mercato del lavoro, ma servono  a garantire lavoro agli organizzatori). Tuttavia finora non è stato realizzato, in modo omogeneo e capillare, un progetto di educazione permanente costruito con serietà, con metodo, con continuità, attraverso il concorso di scuola, famiglia, associazioni, volontariato, enti locali, mondo del lavoro, Chiesa.
 Urgono corsi di educazione degli adulti poiché ogni intervento educativo,  sull’infanzia, adolescenza, giovani, si vanifica senza un’opportuna e prioritaria educazione degli adulti.
 Bisogna sensibilizzare gli organi competenti ad un utilizzo degli istituti scolastici per consentire un autentico sviluppo di vita democratica nella scuola; negli spazi scolastici vanno organizzati corsi di educazione per adulti e, nello specifico, soprattutto per i genitori degli studenti ma anche per i cittadini del quartiere.
 Occorre favorire dibattiti in chiave di educazione permanente sui bisogni, le problematiche legate ai rapporti tra genitori e figli, assicurando in tal modo il dialogo tra generazioni e aiutando le famiglie a ritrovare il ruolo di luogo primario in cui si veicola un’eticità naturale. Ciò provocherebbe un vero raccordo tra scuola e famiglia utile a combattere: dispersione scolastica, fenomeni di violenza, ecc..
 Tali interventi educativi servirebbero anche a mitigare l’uso degli alfabeti elettronici e computerizzati che, assimilati in overdose, alimentano individualismo, isolamento, omologazione nei giovani e negli adulti. Al riguardo, specifica attenzione va rivolta al mondo dell’infanzia strumentalizzata dagli adulti e dal mondo mass-mediologico ed alla quale occorre restituire il diritto di essere bambini.
 Al di là dei locali scolastici, occorrono spazi nei quartieri o nei decanati, per creare aggregazione tra giovani, adulti, anziani, per costruire cultura, per la formazione politica, in breve per educare ad una cittadinanza attiva.
 Si possono istituire Università popolari in cui organizzare iniziative culturali plurime, capaci di essere un ottimo punto di riferimento per tanti cittadini che potrebbero in questi luoghi esprimere tutta la ricchezza delle loro potenzialità, socializzando e migliorando la qualità della loro vita.
 Esistono in alcuni quartieri di Napoli condizioni di vita arretratissima, caratterizzate da forte deprivazione culturale, che vanno monitorate per costruire interventi educativi mirati.
 Particolare attenzione va rivolta all’educazione delle giovani madri, talora anche ragazze madri, cui assicurare un supporto educativo costante al fine di promuoverne l’emancipazione culturale e sociale.
 Sicuramente la legge-quadro n. 328 del 2000 ha introdotto numerose innovazioni per la realizzazione di un sistema integrato di interventi e di servizi sociali. A Napoli sono stati istituiti servizi per il sostegno alla genitorialità, servizi per l’integrazione sociale degli anziani, servizi sociali di accudimento, accompagna-mento, maternage di minori. Sta di fatto che, al di là di iniziative destinate a fasce d’età che vanno dall’infanzia all’adolescenza-giovani (centri diurni socio-educativi o laboratori di educativa territoriale), tese a combattere fenomeni di devianza, di dispersione, disagio ecc., non esiste una rete educativa territoriale che, in maniera integrata e continua, coinvolga tutte le fasce d’età e, soprattutto, adulti e anziani.
 L’attività assistenziale integrata riferita alla legge n. 328, andrebbe arricchita con interventi mirati, al fine  di trasformare il momento  dell’aiuto  socio-sanitario alle persone bisognose, in un’occasione per promuoverne anche l’emancipazione civile, sociale e culturale. Ciò non contrasterebbe con lo spirito della legge la quale, tra i principi  ispiratori, contempla: la promozione della dignità umana, della libertà, dell’uguaglianza, della solidarietà, della democrazia, della  persona, tutti valori implicanti necessariamente un percorso educativo.

Abbiamo bisogno di un Welfare educativo per costruire, a Napoli e dintorni, coscienza civile, sviluppo e stabilità democratica, benessere e qualità della vita ma soprattutto per promuovere una pacifica convivenza. In questa stessa prospettiva non va trascurata la necessità di  incentivare un’adeguata sensibilità culturale verso il fenomeno  migratorio, attraverso un’informazione e formazione della popolazione sui diversi aspetti  al fine di promuovere una capacità di reciproca interazione, nel rispetto delle specificità culturali ed etniche. Occorre infine che un percorso di educazione al rispetto della dignità della persona attraversi come linfa vitale tutti i luoghi istituzionali e politici.

Eminenza, con questa proposta Le dichiariamo la nostra ferma volontà e disponibilità ad un intervento sinergico nel tessuto sociale per immettervi un modello cristiano di vita e di pensiero, capace di restituire dignità alle persone e di creare una comunità umana cooperante e solidale e ci disponiamo ad accettare gli impegni che Ella vorrà affidarci.


Un sintetico esempio di attuazione pratica sul territorio

 Per avviare la realizzazione di tale progetto si potrebbe partire da un quartiere o da un decanato.
 Andrebbe monitorato in tutte le sue sfaccettature.
 Si raccoglierebbero dati sulle attività che vi si svolgono e sulle risorse associative, istituzionali e religiose esistenti.
 Si individuerebbero gli spazi operativi.
 Si avvierebbe una programmazione di interventi educativi in relazione ai bisogni emergenti dall’ascolto dei cittadini.
 Le aggregazioni aderenti al gruppo di lavoro elaborerebbero proposte educative idonee agli obiettivi e finalità associative.
 Tali proposte andrebbero organicamente collegate ed integrerebbero le attività già esistenti sul territorio preso in esame.

stampa questa pagina invia ad un amico