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Restauro - Adeguamento - Manutenzione Beni architettonici e artistici   versione testuale

Progetti, Finanziamenti, Modulistica




I beni appartenenti a enti e istituzioni della Chiesa Cattolica – che rientrano nella più generale categoria dei “beni culturali di interesse religioso” (art. 9 del D. Lgs. 42/04) – sono  sottoposti alle disposizioni stabilite dall’ intesa del 26 gennaio 2005 tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Conferenza Episcopale Italiana,  conclusa ai sensi dell’articolo 12 dell’Accordo di modificazione del Concordato lateranense firmato il 18 febbraio 1984, ratificato e reso esecutivo con legge 25 marzo 1985, n. 121.

L’intesa del 26 gennaio 2005 riconosce che la titolarità a proporre all’approvazione delle Soprintendenze progetti di interventi inerenti i beni culturali della Chiesa spetta esclusivamente al vescovo competente per territorio, che agisce per il tramite dell’Ufficio diocesano per i beni culturali.

Pertanto, a quanti hanno in affidamento la conservazione, la gestione o comunque l’uso di beni di proprietà ecclesiastica di interesse artistico, storico, archivistico, librario – anche nel caso di istituti religiosi – incombe l’obbligo di fare comunque riferimento all’Ufficio diocesano nelle fasi di impostazione e progettazione degli interventi, anche ai fini del rilascio di approvazioni e autorizzazioni da parte degli organi civili preposti alla tutela del patrimonio culturale, ovvero per le attività di programmazione degli interventi, di cofinanziamento e di quanto altro necessario al perseguimento delle finalità proprie della conservazione, documentazione e tutela del patrimonio culturale


 Un Progetto di restauro. Quale?

Solo nel caso in cui l’edificio di culto presenti uno stato diffuso di degrado, o di dissesto, conviene valutare l’opportunità di predisporre un generale progetto di conservazone o di consolidamento. Va ricordato che l’intervento dovrebbe costituire l’extrema ratio di fronte ad una situazione non più controllabile (continua→).       

Finanziamenti

La richiesta di finanziamenti può percorrere canali diversi. Nell’ordine possiamo indicare:

• Contributi finanziari della Conferenza Episcopale Italiana;
• Finanziamenti statali diretti alla tutela;
• Finanziamenti pubblici diretti alla valorizzazione;
• Sponsorizzazioni;
• Erogazioni liberali con agevolazioni fiscali (continua→).


Per le richieste di autorizzazione a realizzare progetti di restauro servirsi della modulistica predisposta  
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