Il Papa Giovanni Paolo II,
nell’Omelia dei Solenni Vespri di
Pentecoste del 29/5/2004, ponendo il
“sigillo ecclesiale” alla visione profetica
del Roveto Ardente così affermò:
«Incoraggio l’iniziativa denominata
“Roveto ardente”, promossa dal
Rinnovamento nello Spirito Santo. Si
tratta di un’adorazione incessante, giorno
e notte, davanti al Santissimo
Sacramento; un invito ai fedeli a
“ritornare nel Cenacolo” perché,
uniti nella contemplazione del
Mistero eucaristico, intercedano
mediante lo Spirito per la piena
unità dei cristiani e per la conversione
dei peccatori. Auguro che
questa iniziativa conduca molti a
riscoprire i doni dello Spirito che
hanno nella Pentecoste la loro
fonte sorgiva».
Quindi il Roveto Ardente è
Adorazione Eucaristica nello
Spirito!
E’ una chiamata di Dio perché
i cristiani ritornino alla preghiera;
è un’occasione per appiccare
incendi di preghiera nel
mondo; è un tempo di grazia nel
potere dello Spirito per esperimentare
una nuova Pentecoste;
personale, per ritrovare il gusto
di una preghiera personale
profonda e godibile; è un evento
dove si esperimenta l’implorazione,
il rendimento di grazie, la
lode, l’adorazione… l’ardore di
affetti fino ad un vero innamoramento
del cuore (NMI, n. 33).
Questa è stata l’esperienza che, mediante
lo Spirito, circa 1200 fedeli (giovani,
meno giovani e anziani), hanno
vissuto nella notte tra il 2 ed il 3 luglio
2010 dalle 21,30 del venerdì fino alle
7,30 del sabato, presso la parrocchia di
San Giovanni Evangelista, guidata da
don Lello Grosso. I partecipanti, infatti,
si sono alternati in cinque turni di veglia
ognuno dei quali ha visto la presenza,
anche nel cuore della notte, di circa
200 persone che si sono avvicendati davanti
al S.S. Sacramento.
Ad esporre il Santissimo è stato don
Carmine Nappo, responsabile del 1°
Decanato e Consigliere Spirituale della
Consulta dei Laici.
In ogni turno è stata letta all’assemblea
la lettera inviata da S.E. Cardinale
Crescenzio Sepe al parroco don Lello,
nella quale nell’impartire la Sua benedizione
per l’evento esortava: «Tutti a
fare sempre dell’adorazione un momento
privilegiato del proprio cammino spirituale,
per mettersi ai piedi di Gesù e lasciarsi
così raggiungere dalla sua misericordia
».
Tutta l’assemblea si è unita in una
preghiera corale di ringraziamento e di
lode al Dio Onnipotente e le volte del
Tempio si sono quindi riempite di un
dolce canto, inarticolato, incomprensibile
ai più, ma non al nostro Dio , perché
come scrive San Paolo erano “i gemiti
inesprimibili dei cuori dei presenti”…
La notte è passata veloce. Ad
ogni fine turno tutti assieme si è
chiesto allo Spirito Santo la grazia
di entrare nella preghiera di
intercessione che Gesù rivolge al
Padre per la salvezza del mondo
(cfr. Eb 7,25),con le mani alzate
per ottenere grazia e misericordia
per il mondo, forza e protezione
per la Chiesa, purificazione,
fedeltà e santità per il
Rinnovamento nello Spirito.
Giunto il mattino alle ore
7,30 la gioia del popolo di Dio ha
toccato il suo apice con la celebrazione
della Santa Messa presieduta,
da mons. Salvatore
Esposito, Vicario Episcopale
per Culto Divino e Disciplina dei
Sacramenti, che ha voluto unirsi
a noi tutti e che ha imperniato
l’omelia sull’importanza della
testimonianza da donare al
mondo.
Con energia, Mons. Esposito,
ha esortato i presenti a uscire
fuori dal cenacolo per incidere
nella società prendendo ad
esempio il nuovo progetto del
RnS per il reinserimento dei carcerati
esclamando «sia per voi stimolo
per assumere la responsabilità di impegni
capaci di incidere nella società e di
cambiarla come è avvenuto per gli apostoli
che da conigli si trasformarono in
leoni annunciatori dell’evangelo…».
Comitato Diocesano
del RnS di Napoli