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LIBERTÀ DI EDUCAZIONE e PARITÀ SCOLASTICA
AGeSC - Associazione Genitori Scuole Cattoliche   
 
COMUNICATO STAMPA
25 GIUGNO 2011
 
LA SCUOLA PARITARIA RISCHIA DI CHIUDERE
 
Il Consiglio Nazionale dell”AGeSC, riunitosi a Milano con i rappresentanti dei
genitori provenienti da 16 Regioni italiane, denuncia la grave situazione in cui oggi si
trovano la scuola paritaria e le famiglie.
I ritardi e le incertezze nei finanziamenti alle scuole pubbliche paritarie da parte
dello Stato italiano nel corso del 2011 rendono il futuro di questo importante settore
del sistema nazionale di istruzione ” frequentato da oltre il 12% di tutti gli studenti
italiani ” pieno di incognite. A causa degli indebitamenti a cui devono ricorrere per la
mancanza dei fondi previsti, molte scuole non statali rischiano di dover chiudere il
proprio servizio pubblico scolastico. Molte famiglie di ragazzi-cittadini italiani rischiano
il prossimo settembre di trovare chiusi i portoni delle scuole che hanno scelto per
l”educazione e l”istruzione dei propri figli. E migliaia di insegnanti e lavoratori rischiano
di trovarsi senza lavoro.
Le risorse reali finora garantite dal Governo corrispondono solo al 47% di quelle
erogate nello scorso anno ” quanti altri settori hanno subito decurtazioni così pesanti?
” e siccome i piani economici per i prossimi due anni indicano ulteriori tagli sempre
intorno al 50% di quanto erogato in questi anni, molti istituti paritari stanno
seriamente pensando all”eventualità di chiudere prossimamente le proprie attività per
non accumulare deficit insostenibili mentre gli istituti che decideranno di continuare
saranno costretti a chiedere ai genitori rette più alte. Entrambe le prospettive
costringeranno una parte delle famiglie della scuola paritaria ” oggi circa un milione ” a
rinunciare alla propria libertà di scelta educativa e continueranno a tener fuori dagli
istituti non statali le altre 800mila famiglie che vorrebbero sceglierli per i propri figli se
venisse finalmente attuata la piena parità economica.
Ora ci auguriamo che quanto promesso a novembre dal ministro Tremonti con
un suo comunicato e ribadito due giorni fa in Parlamento dal rappresentante del
Governo in merito al recupero di 245 milioni di euro per le scuole paritarie ” i cui fondi
in ogni caso risulteranno ridotti del 7,25% ” trovi presto riscontro nei fatti. Questo però
non ci esime dal dovere di sottoporre alcune osservazioni e domande alla classe
politica del nostro Paese ed in particolare a chi ora lo guida.
In primo luogo è indispensabile riportare i finanziamenti per il sistema paritario
al livello dei 536 milioni del 2010, modificando le previsioni di spesa per il 2012 e il
2013 che prevedono solo 280 milioni. Le famiglie e le scuole non possono sopportare
altri due anni di annunci e contro-annunci su tagli seguiti da parziali recuperi senza mai
nessuna certezza su cifre e tempi: nessuna seria attività scolastica è possibile in queste
condizioni.
Forse l”Italia eviterà di essere travolta dalla crisi finanziaria dello Stato ” e non
saranno certo i pochi milioni di euro destinati alla scuola paritaria che potrebbero
sanare il deficit ”, ma di sicuro con questi tagli al servizio scolastico non statale si
distruggerà un patrimonio pedagogico e culturale che ha costruito un pezzo
importante della storia italiana e che sta ancora contribuendo ad arricchire la
personalità e la coscienza di centinaia di migliaia di giovani: non è forse questo
”capitale umano” quello veramente necessario a far ripartire il Paese?
E” evidente inoltre che l”ingiustizia, che i genitori ed i giovani devono subire
riguardo alla libera scelta della scuola garantita dalla Costituzione e negata dalle
inadempienze dello Stato, porterà come risultato paradossale non solo
all”impoverimento dell”offerta formativa e culturale in Italia, ma anche, per sopperire
alla chiusura degli istituti non statali, ad un aumento dei costi per le finanze statali
notevolmente superiore al valore dei tagli oggi effettuai: a chi giova tutto ciò?
Al contrario, un allargamento del sistema paritario con un graduale incremento
dei finanziamenti statali risponderebbe al diritto di centinaia di migliaia di cittadini di
scegliere liberamente la propria scuola senza generare alla fine un incremento delle
spese complessive per l”istruzione. L”attuazione della parità e della libertà di
educazione fa parte delle promesse elettorali dell”attuale maggioranza: a quando la
loro realizzazione?
Infine vogliamo ricordare la grave situazione in cui versa il settore
dell”istruzione e formazione professionale, un importante segmento che offre a oltre
150mila giovani italiani la possibilità di soddisfare l”obbligo scolastico e limita il
fenomeno della dispersione scolastica: quando tutte le Regioni si assumeranno la loro
responsabilità in questo campo e daranno risposte adeguate a decine di migliaia di
ragazzi che oggi non possono frequentare questi corsi?
 
AGeSC ” Associazione Genitori Scuole Cattoliche ” Via Aurelia 796 ” 00165 Roma
el. 06/83085331 ” fax 06/83085333 ” segreteria.nazionale@agesc.it
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