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Rassegna Stampa : da ''Avvenire' del 11 Giugno 2015   versione testuale
La nascita e lo sviluppo dei Cav una vicenda profetica
 
La nascita e lo sviluppo dei Cav una vicenda profetica
(la memoria storica di Mario Paolo Rocchi, tra i fondatori del Centro di aiuto alla vita di Firenze che con altri portò alla nascita del Mpv)
 
 
Gentile direttore, a commento delle parole sui «40 anni di impegno» del Movi­mento per la Vita spese dal presi­dente del MpV, professor Gigli, e ri­prese da 'Avvenire' del 23 maggio scorso, posso offrire un contributo in prima persona. In quanto socio fondatore, ho partecipato il 22 mag­gio alla festosa commemorazione che il Centro di aiuto alla vita di Fi­renze ha fatto nei quarant’anni del­la sua fondazione, nel 1975. Alla ne­crofila campagna di Adele Faccio ed Emma Bonino, volemmo dare an­zitutto la risposta riassunta nel no­stro primo pieghevole: 'Incinta. Ser­ve aiuto?'. I fatti: salvare i bambini accogliendo le madri. Sapevamo che sarebbe poi stata necessaria an­che una presenza sociale e cultura­le: ma l’avremmo promossa con la riprova dei fatti, i bambini salvati. Il Cav, primo in Italia, divenne subito uno degli strumenti più efficaci di questa pluriennale promozione, che a livello nazionale approdò - il 15 gennaio 1980 - alla nascita del Mo­vimento per la Vita Italiano. L’atto costitutivo reca le firme dei rappre­sentanti di tre delle ormai numero­se Associazioni sorte in Italia; Silvio Ghielmi e Piero Pirovano (Milano), Michele Gaggero (Genova) e il sot­toscritto (Firenze). Ma mi sembra giusto e interessante, al riguardo, ri­cordare anche le provenienze dei componenti del primo Direttivo: Roma, Merano, Firenze, Como, Ge­nova, Cesena, Messina, Milano, Ber­gamo. E come non ricordare il pri­mo presidente, il milanese France­sco Migliori, che guidò per più di undici anni il vigoroso sviluppo e consolidamento in tutto il Paese dei Centri e Movimenti locali, nella fe­deltà a quelle scelte fondamentali che avevano ispirato, appunto, il Cav di Firenze, nell’ottica (e la crisi cul­turale odierna, con aberrazioni i­deologiche tipo gender e compa­gnia bella, dimostra quanto fosse profetica!) della legge naturale: in particolare apoliticità e aconfessio­nalità, a protezione dei prevedibili rischi del 'politicamente corretto', e di un certo clericalismo a questo in qualche misura funzionale.
 
 
Mario Paolo Rocchi, Firenze
 
 
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