Domenica 25 Agosto 2019
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Natale con i detenuti   versione testuale
Il Cardinale Sepe condivide la gioia del Natale e la grazia del Giubileo con i detenuti

Oggi alle ore 12,15 il cardinale Sepe sarà al Carcere di Secondigliano per il pranzo coi detenuti.
Domani  alle ore 10.00, il Cardinale celebrerà la Messa nella Cappella del Carcere di Poggioreale e darà inizio all'Anno Giubilare della Misericordia aprendo la porta della Cappella che, come indicato da Papa Francesco, diventa Porta Santa. 

Se Dio si fermasse alla giustizia cesserebbe di essere Dio, sarebbe come tutti gli uomini che invocano il rispetto della legge. La giustizia da sola non basta, e l’esperienza insegna che appellarsi solo ad essa rischia di distruggerla. Per questo Dio va oltre la giustizia con la misericordia e il perdono. Ciò non significa svalutare la giustizia o renderla superflua, al contrario. Chi sbaglia dovrà scontare la pena. Solo che questo non è il fine, ma l’inizio della conversione, perché si sperimenta la tenerezza del perdono. Dio non rifiuta la giustizia. Egli la ingloba e supera in un evento superiore dove si sperimenta l’amore che è a fondamento di una vera giustizia. Dobbiamo prestare molta attenzione a quanto scrive Paolo per non cadere nello stesso errore che l’Apostolo rimproverava ai Giudei suoi contemporanei: « Ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria, non si sono sottomessi alla giustizia di Dio. Ora, il termine della Legge è Cristo, perché la giustizia sia data a chiunque crede » (Rm 10,3-4). Questa giustizia di Dio è la misericordia concessa a tutti come grazia in forza della morte e risurrezione di Gesù Cristo. La Croce di Cristo, dunque, è il giudizio di Dio su tutti noi e sul mondo, perché ci offre la certezza dell’amore e della vita nuova.           (Misericordiae Vultus n.21 )

 

 

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