Mercoledì 21 Novembre 2018
 News  Archivio news  2018  Settembre  San Gennaro: si rinnova il Prodigio della liquefazione del sangue 
San Gennaro: si rinnova il Prodigio della liquefazione del sangue   versione testuale
Alle 10.08 l'annuncio. Il Cardinale Crescenzio Sepe si è prontamente ripreso dal breve malore che lo ha colpito quasi al termine della Celebrazione Eucaristica.
Alle 10.08 il cardinale Sepe ha annunciato lo scioglimento del Sangue del Patrono di Napoli, San Gennaro. La reliquia era già allo stato liquido al momento del prelievo dalla cassaforte. Il leggero e passeggero malore che ha colpito il Cardinale Sepe è stato dovuto al forte raffreddore in atto e al grande sudore per il calore intenso. Domani l’Arcivescovo partirà regolarmente per Lourdes, alla guida del pellegrinaggio diocesano.


Ecco il testo delle parole del Cardinale Crescenzio Sepe: 
 
19 settembre 2018, ore 10

Saluto e ringrazio
gli Eccellentissimi Vescovi,
l’Abate di Montecassino S.E. Ogliari
l’Archimandrita armeno cattolico Mons. Yesayan
il Rev.mo don Nowak della Diocesi di Varsavia
sacerdoti, religiosi e diaconi permanenti
l’on. De Luca Governatore della Regione Campania
l’on. De Magistris Sindaco di Napoli e Citta’ Metropolitana
la dott.ssa Carmela Pagano Prefetto di Napoli
l’on. Casillo Vice Presidente del Consiglio Regionale
tutte le Autorita’ civili e militari
il signor Ambasciatore del Sud Africa presso la Santa Sede
il signor Ambasciatore della Confederazione Elvetica
Sua Altezza don Pedro de Borbon, duca di Calabria
I tre gruppi provenienti dalla Svezia, da Cassino
        e dalla Chiesa Santo Spirito dei Napoletani di Roma
        dove viene praticato il culto a San Gennaro e dove si    
  conserva un’opera di Luca Giordano dedicata a San Gennaro
 
Saluto e ringrazio le emittenti televisive provenienti dalla
          Spagna, dalla Francia e dalla Slovenia
 
Saluto e ringrazio Rai Uno Storie, Rai 3 Campania e Canale 21 che offrono la diretta televisiva dell’evento
Saluto e ringrazio il server Mariatv di Cuneo che ancora una volta offre la diretta streaming per portare questa celebrazione in tutto il mondo
 
Cari Fedeli,      
 
Mentre gioiamo, commossi, per aver partecipato, poco fa, all’evento straordinario della liquefazione del sangue del nostro Santo protettore, il Martire Gennaro, eleviamo il nostro riconoscente ringraziamento a Dio, ricco di bontà e di misericordia, perché anche quest’anno ha voluto farci dono della sua predilezione, permettendo lo scioglimento del sangue in questo giorno che ricorda il martirio di San Gennaro.
Ed è proprio in questo giorno della Sua festa, che è di tutta Napoli, che San Gennaro ci invita a guardare alla città con uno sguardo più profondo.
Guardare oggi alla città dal verso giusto significa porla al centro del nostro interesse, della nostra cura, in una parola del nostro amore. Napoli è di San Gennaro perché il santo l’ha scelta, l’ha protetta. L’ha amata. Ogni legame, per essere vero e per dare realmente frutti, non può che essere un legame di amore, di donazione totale e incondizionata, tale da escludere la possibilità del venir meno, della resa, delle braccia allargate di fronte a difficoltà che sembrano, ma non sono, insormontabili.
Napoli va amata, come l’ama San Gennaro! Ciò significa che, guardando alla città, il nostro sguardo deve andare oltre la cronaca che appare una continua condanna per Napoli, con le cifre agghiaccianti prodotte da una violenza che coinvolge non pochi giovani e giovanissimi e in alcuni casi – come una terribile bestemmia davanti a Dio –  addirittura i bambini.
Non si vuole certo chiudere gli occhi davanti a questo sfregio di vite umane: quelle che cadono vittime, ma anche le altre, quelle dei carnefici che nondimeno bruciano le loro vite al fuoco della violenza, perché è la loro umanità ad andare in cenere e  a diventare polvere.
La violenza purtroppo cerca continuamente di avvelenare anche i pozzi delle acque pulite di cui la città è sempre e ancora ricca. Tra i mali di Napoli la sofferenza  più nuova e più orribile di tutte racconta la storia atroce e beffarda di una città malata in una parte della sua stessa gioventù; come una pianta   insidiata dalle sue stesse radici.
Sembra non bastare neppure la nomenclatura più ordinaria: quella delle baby-gang è una definizione che sa già di muffa e le stese sono diventate così ordinarie da non fare quasi più notizia. Spietata, senza regole e senza capi riconosciuti questa forma di violenza urbana- secondo gli esperti – avrebbe soppiantato non solo la vecchia, ma anche la nuova camorra organizzata.
Ma lo sguardo più ampio, al quale chiama sempre San Gennaro, e oggi in particolare nella festa che a lui tributiamo, impone di fare un passo oltre le stesse frontiere della realtà per andare in cerca, con il suo aiuto, di quegli elementi di speranza, di quei pozzi di acqua pulita, dai quali non possiamo stare alla larga.
Del resto, San Gennaro per l’attualità del suo messaggio di fede, per la continuita’ della sua presenza protettiva, per la familiarità premurosa trasmessa attraverso la prodigiosa liquefazione del suo sangue, é un Santo giovane che parla a tutti ma che ama particolarmente i giovani, i tanti giovani coraggiosi come Lui.
Anche con la protezione e l’incoraggiamento di San Gennaro, dunque, sono i giovani a reclamare un ruolo da protagonisti.
Non si tratta di assecondare la vena di giovanilismo che, spesso in maniera superficiale, corre in tutto il Paese. I giovani non possono essere una moda. E chi si rivolge ad essi in maniera strumentale ha davvero poca strada davanti a sé.
Gli slogan, le frasi fatte, le formule vuote e senza senso che continuano ad inseguirli e a blandirli rappresentano un campionario tanto vasto quanto, in molti casi, falso e ingannevole.
Ai giovani per primi, infatti, va data ragione della speranza che essi stessi dovrebbero incarnare. La speranza è qualcosa e molto di più di una semplice questione di anagrafe, soprattutto se, come avviene sempre più spesso, ad essi toccano le prime porte in faccia della vita.
Non sono pochi i giovani che arrivano già stanchi e consumati alle prime soglie della vita sociale, già caricati, per esempio, dal peso di difficoltà familiari che, a loro volta, incidono o impediscono un normale corso degli studi e mostrano la strada come la prima, ma la  più insidiosa, palestra di vita, oltre che il teatro naturale dove recitare, a copione libero, l’antica arte di arrangiarsi.  Quando a profilarsi più vicina e praticabile è la prospettiva del non andare per il sottile, il piano inclinato è già in atto e pronto a preparare la strada della deriva.  E’ esattamente lungo questo percorso che cominciano a consumarsi le speranze e a venir meno le forze. E’ la gioventù, in sostanza, a sfiorire poco alla volta, ad arrendersi.
La delusione, per i giovani, può diventare come un tramonto triste, una sorta di manto sepolcrale che viene a coprire ogni barlume di vita.
E’ questo ciò che con tutte le forze, come comunità e come singole persone, come istituzioni o come organismi della società civile, siamo chiamati a contrastare e a non rendere possibile. E’ questo il nostro primo compito anche come Chiesa, chiamata ad annunciare il Vangelo vivo di Cristo, la Sua parola che è certezza di speranza.
La delusione dei giovani non può che essere anche la delusione, lo sconforto, il rammarico della città. i giovani sono sconfitti se è sconfitta Napoli, se la città per prima si trova a fare a meno della sua risorsa più preziosa qual é appunto la gioventù.
Quale presente e quale futuro ci possono essere se oltre 700mila giovani hanno lasciato Napoli e il Sud, come una recente indagine dolorosamente ci dice.
Siamo allo spopolamento, alla desertificazione umana delle nostre comunità, dei nostri borghi.
Siamo all’invecchiamento che non é soltanto anagrafico perché é invecchiamento della società, è mancanza di prospettive e di sviluppo.
Non si può non riconoscere che è una sconfitta per tutti quando un giovane è costretto a voltare le spalle alla propria terra per cercare pane e fortuna altrove. Storicamente questa è terra di emigrazione; partivano i bastimenti per terre assai lontane nel secolo scorso, partono oggi treni e aerei per ogni parte del mondo con a bordo giovani napoletani e meridionali con un cursus studi di tutto rispetto. Non solo l’emigrazione delle braccia, ma ora anche quella delle menti. Viene chiamata la fuga dei cervelli e anche in questo il contributo di Napoli è alto. Si tratta di giovani, donne e uomini, costretti a privare la città della propria ricchezza, della risorsa più fresca e più valida.
Di fronte a questo dramma umano e sociale, a nessuno è lecito tenere gli occhi chiusi: tutti abbiamo il dovere di rimboccarci le maniche e mettere in atto  iniziative concrete che contrastino questo fenomeno devastante. E in realtà non mancano positive esperienze in questo campo. Ma dobbiamo fare di più e meglio: in nome e per l’intercessione di San Gennaro.
Napoli ha bisogno di tornare a volare potendo contare prima di tutto sui suoi giovani. Dire che sono essi il futuro della città è riduttivo. Ad essi deve appartenere sempre più anche il presente. E’ la vita di tutti i giorni che ha bisogno di cambiare ritmo e direzione. Neppure il più grandioso dei monumenti che fanno bella e ricca Napoli può illuminare e far splendere la città come riesce a farlo la speranza dei giovani, se sostenuta, protetta e accompagnata dalla famiglia, dalla scuola, dalla Chiesa, dalle Istituzioni.
Prima di concludere, mi piace ricordare che, assieme a San Gennaro c’è un giovane che interpella Napoli dal più alto dei profili, quello della santità. In ottobre, Papa Francesco proclamerà, infatti, santo il beato Nunzio Sulprizio, un giovane abruzzese che visse a Napoli dall’età di quindici anni. Quando Paolo VI, in pieno Concilio, lo proclamò beato, lo indicò come
. Con la sua vita, piena di stenti e segnata dalla sofferenza, il giovane Nunzio fu tuttavia testimone della solidarietà e dell’amore della comunità napoletana del tempo. Questo ci insegna che il cuore grande di Napoli non è stato mai una favola. E mai lo sarà.
Per intercessione di San Gennaro e del Beato Nunzio Sulprizio, Dio benedica Napoli e tutta la Campania.
                             ‘A Maronna c’accumpagn!

Sono iniziati martedì 18 settembre i Riti Solenni per la festività di San Gennaro, Patrono di Napoli e della Campania. Alle ore 16.30, nei pressi della Chiesa delle Sacramentine in Via Duomo, dove ha sede il Comitato diocesano San Gennaro, presieduto dal dott. Carminantonio Esposito, l’Assistente Spirituale del Comitato, mons. Antonio Tredicini, Canonico della Cattedrale, ha accolto S.E. Mons. Francesco Marino, Vescovo di Nola, Diocesi che quest’anno offre l’olio per la lampada votiva, nonché i Sindaci e i fedeli di quel territorio. Tutti si sono portati in Piazza Filangieri per il tradizionale omaggio ai Caduti e successivamente nella Chiesa di San Giorgio Maggiore, in via Duomo angolo Forcella, da dove, in processione, hanno raggiunto la Cattedrale.
Nella Chiesa Cattedrale, alle ore 18.00, si è tenuto il Rito Vigiliare della Celebrazione dei Primi Vespri, presieduto dal Cardinale Crescenzio Sepe. Il Vescovo Mons. Francesco Marino terrà l’omelia. Terminati i Vespri, dopo la venerazione delle reliquie del Santo Martire Gennaro nella Cripta, tre staffette di tedofori del Centro Sportivo Italiano, provenienti dal Santuario di San Gennaro alla Solfatara, dalle Catacombe di San Gennaro e dalla Chiesa di San Gennaro ad Antignano, si sono occupati dell’accensione della lampada votiva sul sagrato del Duomo.
Mercoledì 19 settembre, Solennità di San Gennaro. Dopo la celebrazione della prima Messa alle ore 8,00, un Prelato della Cappella del Tesoro procederà alla Lettura della Passione di San Gennaro e, successivamente, alle ore 9.45, il Cardinale Crescenzio Sepe si è recato nella Cappella del Santo, dove, con l’ausilio dell’Abate mons. Vincenzo de Gregorio, del Sindaco De Magistris e del Vice Presidente della Deputazione Carafa,  ha provveduto all’apertura della cassaforte che contiene il Reliquiario con le ampolle del Sangue. Successivamente le ampolle ed il busto sono state portate in processione sull’altare maggiore della Cattedrale dove il Cardinale ha presieduto la Solenne Concelebrazione Eucaristica e, al termine, ha dato l’annuncio del prodigioso evento.
Dalle ore 16 alle ore 18.30  le ampolle con il Sangue verranno offerte alla venerazione dei fedeli. Alle ore 18.30, Celebrazione Eucaristica presieduta da un Vescovo Ausiliare di Napoli.
Da giovedì 20 al 27 settembre, si svolgerà l’Ottavario di Ringraziamento: alle ore 9.00 esposizione delle Sacre Reliquie e Celebrazione Eucaristica nella Cappella del Santo. Dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 18.30, in Cattedrale, venerazione delle Reliquie e Celebrazione delle Sante Messe alle ore 10.00, 12.00 e 18.30.
 
I giornalisti e i foto-cineoperatori
sono pregati di attenersi alle norme qui riportate

 
Mercoledì 19 settembre, alle ore 8.45, la Liturgia della Solennità di San Gennaro avrà inizio, sull’Altare Maggiore del Duomo, con la Lettura della Passione del Martire. Alle ore 9.45 il Cardinale Arcivescovo si recherà nella Cappella del Tesoro dove procederà all’apertura della cassaforte. Le ampolle ed il busto del Santo verranno portate sull’altare maggiore della Cattedrale per la Solenne Concelebrazione Eucaristica, che avrà inizio alle ore 10.00.
I giornalisti e i foto-cineoperatori, se interessati (uno per testata), potranno trovare posto, all’interno della Cappella di San Gennaro, dietro la balaustra posta sul lato sinistro, previa richiesta alla Deputazione di San Gennaro (081.294764). è evidente che l’ingresso in Cappella sarà consentito fino alle 9.30, poiché durante la preghiera e la processione non sarà assolutamente possibile la libera deambulazione. Dopo che il Cardinale Arcivescovo, con il corteo processionale, avrà raggiunto l’Altare Maggiore del Duomo, i foto-cineoperatori (uno per testata), percorrendo la navata di destra del Duomo, potranno portarsi sulla tribuna allestita davanti all’altare maggiore, dove troveranno posto per la loro attività professionale.
Anche i foto-cineoperatori legati a produzioni televisive e cinematografiche di approfondimento prenderanno posto sull’apposita tribuna, dove non sarà consentito l’uso di cavalletti e stativi. Non sarà assolutamente consentito l’allestimento di set televisivi e/o cinematografici all’interno della Chiesa Cattedrale e della Cappella, né sulla tribuna. Ogni adempimento burocratico, relativo a esigenze logistiche, tecniche ed operative esterne alla Cattedrale dovrà trovare autorizzazione e approvazione, a cura delle testate interessate, nelle competenti sedi istituzionali pubbliche.
I giornalisti che seguono la celebrazione per conto di testate giornalistiche non potranno trovare posto sulla tribuna riservata ai cine-foto-operatori e, pertanto, sono pregati di rivolgersi agli addetti al cerimoniale i quali indicheranno loro il posto loro riservato nella navata centrale del Duomo. Al termine della Celebrazione Eucaristica e dopo l’auspicata liquefazione prodigiosa del Sangue del Santo, il Cardinale Arcivescovo percorrerà la navata centrale portandosi all’esterno della Cattedrale, per esporre ai fedeli e alla Città le ampolle con il Sangue. Prima, durante e dopo questa processione, non sarà consentito né ai giornalisti né ai foto-cineoperatori di seguire il corteo nella navata centrale, onde preservare il carattere strettamente liturgico del rito.
Si fa presente che la celebrazione sarà trasmessa in diretta televisiva e in streaming, grazie alla cortese disponibilità della emittente televisiva Canale 21, in sinergia con MariaTv Provider Streaming di Beinette/Cuneo, che permetterà un’ampia diffusione in tutto il mondo via web, sul canale dedicato all’evento, anche sul nostro sito.

 
 
stampa