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O notte che risplendi più del giorno   versione testuale
Omelia del Cardinale Sepe nella Veglia di Pasqua

Veglia Pasquale
20 aprile 2019
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O notte che risplendi più del giorno, la morte non trattiene il Signore che dà la vita. Cristo è risorto!”. Ripetiamo e rinnoviamo anche noi, cari fratelli e sorelle, questo grido gioioso della nostra fede in questa notte di Pasqua.
Questo canto della liturgia è l’esplosione di gioia dell’annuncio che fu dato dalle donne, in quella mattina “del primo giorno della settimana”, a Pietro, a Giovanni,  gli altri Apostoli e, forse, anche agli altri discepoli di Gesù.
Cosa era successo? Alcune donne, che avevano accompagnato il Signore fino alla croce, si recano al sepolcro dove era stato deposto il corpo di Gesù per compiere un atto di pietà e di affetto. Ma, giunte al luogo della tomba, non trovano il corpo di Gesù: dov’è Gesù? Chi lo ha preso? Perché? Chi sono questi “uomini “in abito sfolgorante? Cosa stanno dicendo? Chi ha mosso la grossa pietra dal sepolcro? Stupore, paura, incomprensione.  Cosa stanno dicendo questi misteriosi esseri angelici che recano un messaggio che sembra incredibile?  Comunicano che Gesù è risorto a noi che lo abbiamo visto morire, tirare giù dalla croce e chiudere dentro una tomba?  Chi ha rubato il corpo del Maestro? Voi?
          In realtà, i due uomini non avevano detto che Gesù non era morto, ma che è risorto;è passato dalla morte alla vita; è uscito dalla terra dei morti; non è più qui: è veramente Risorto!
 
 Eppure Gesù lo aveva pure detto chiaramente: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori e sia crocifisso”. Inoltre, tutta la storia della salvezza, come abbiamo ascoltato nelle letture bibliche, è stata una preparazione a questo evento definitivo della morte e della resurrezione di Gesù.
          Le donne decidono di riferire tutto agli Undici. Ma si può dare credito a donne che, come scrive S. Luca, sembrano abbiano avuto un “vaneggiamento”?  Tuttavia, rimane il dubbio, tanto che Pietro si alza, corre al sepolcro e vede soltanto i veli. Ma vede e crede: Cristo è veramente Risorto!
          Cari fratelli e sorelle, ripetiamolo anche noi che, senza vedere, crediamo.  Ripetiamolo in questa notte, la notte di tutte le notti, la Veglia più Santa, la madre di tutte le veglie. E’ qui la sorgente della nostra fede; è qui la nostra Pasqua, è qui la nostra gioia. Allontaniamo da noi ogni forma di paura di scoraggiamento e di pessimismo e, con la forza dello Spirito Santo che ha risuscitato Gesù dai morti, camminiamo sulla strada della fede con coraggio, ottimismo e speranza.
          Ci accompagni in questo pellegrinaggio,  la Vergine Maria, Donna della Pasqua.
Auguri di santa e felice Pasqua.
Dio vi benedica
e ‘A Maronna V’ accumpagna”
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