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 Rassegna Stampa  Rassegna Stampa : da 'Avvenire' del 22 giugno 2011  
Rassegna Stampa : da 'Avvenire' del 22 giugno 2011    versione testuale
A Prato di Campoli 1.300 scout del Lazio. Lo slogan: «Le squadriglie che fecero l’impresa»
A Prato di Campoli 1.300 scout del Lazio. Lo slogan: «Le squadriglie che fecero l’impresa»
(circa cinquanta gruppi dell’Agesci da tutta la regione per un forte momento di formazione rivolto agli adolescenti dai 12 ai 16 anni)
 
ROMA. Milletrecento adolescenti dai 12 ai 16 anni, di una cinquantina di gruppi provenienti da tutto il Lazio, parteciperanno al campo scout regionale promosso dall’Agesci, dal 22 al 31 luglio nei boschi di Prato di Campoli a Veroli nel Frusinate. «Le squadriglie che fecero l’impresa» lo slogan scelto per l’iniziativa presentata al Roma Scout Center, per la prima volta in grado di coinvolgere squadriglie dalla Tuscia alla Pontina, dalla Ciociaria alla Sabina, fino alla Capitale.Tre i principali obiettivi da raggiungere con questa esperienza, patrocinata da Camera dei Deputati e sostenuta da Regione Lazio, Comuni e Province coinvolte: «Far riscoprire ai ragazzi autonomia, protagonismo, competenza, perché possano poi esprimerli nella legalità, nel guardare al bene comune e a un’economia sostenibile», ha spiegato padre Paolo Benanti, del Terz’ordine regolare di san Francesco, assistente ecclesiastico regionale dell’Agesci, che ha compiuto il suo cammino scout nel gruppo Grottaferrata-Frascati.
 
 
«Educare le nuove generazioni a una cittadinanza attiva basata sui solidi valori cristiani è la sfida per il futuro», ha aggiunto.
 
«Non ci piace essere autoreferenziali, ma essere in rete con altre associazioni.
 
Con questo campo estivo intendiamo sentirci parte della società e contribuire al suo cambiamento», ha sottolineato Chiara Clementi, responsabile con Alessandro De Gennaro dell’Agesci Lazio che conta quasi 14mila associati ed è presente in 60 Comuni con 177 gruppi, formati da 12 mila ragazzi e guidati da 1.200 educatori.
 
«Vogliamo segnalare gli autentici bisogni degli adolescenti – ha detto Chiara Crescimbene, responsabile del campo –, cercando di vedere nei loro occhi la storia che verrà».
 
(L.Bad.)
 
 
 
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