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 Rassegna Stampa  Rassegna Stampa : da 'Avvenire' del 26 giugno 2011  
Rassegna Stampa : da 'Avvenire' del 26 giugno 2011    versione testuale
Scuole paritarie. «Tornano i fondi? Solo annuncio».
Scuole paritarie. «Tornano i fondi? Solo annuncio».
(Associazione genitori scuole cattoliche e Federazione scuole materne scettiche verso le promesse di ripristino a breve dei finanziamenti)
 
 
DA MILANO ENRICO LENZI
 
La scuola paritaria, e le famiglie che la scelgono per i propri fi­gli, «non possono più conti­nuare ad avere un futuro pieno di in­cognite ». A una settimana esatta dal­la manifestazione che sabato scorso ha portato in piazza a Milano gli i­stituti della Federazione scuole ma­terne di ispirazione cristiana (Fism), un nuovo grido di dolore si alza dal­l’Associazione genitori scuole catto­liche (Agesc) che in questo fine set­timana riunisce sempre nel capo­luogo lombardo il proprio Consiglio nazionale. Al centro rimane la que­stione dei fondi statali stanziati per la scuola paritaria. Fondi sui quali, proprio in questi giorni, si apre an­che un piccolo giallo dopo la rispo­sta ad una interpellanza urgente pre­sentata dal parlamentare del Pdl Ga­briele Toccafondi al governo sul te­ma dei finanziamenti. Nella risposta il sottosegretario per l’Economia e le Finanze, Bruno Cesario, ha risposto confermando che «complessiva­mente per il 2011 saranno attribuiti alle istituzioni scolastiche non sta­tali 496 milioni di euro». E non solo. Secondo la risposta dell’esponente del governo il provvedimento relati­vo alla ripartizione dei fondi «è al momento in corso di perfeziona­mento ». Parole, che l’onorevole Toc­cafondi giudica parzialmente posi­tive: «Si parla di provvedimento in corso di perfezionamento – com­menta il parlamentare pdl – e so­prattutto non si fa più riferimento al recupero dei 245 milioni mancanti legato alla vendita dei canali del di­gitale terrestre, come previsto ini­zialmente ». Di tutt’altro tenore il commento del­le associazioni del mondo della scuola paritaria. «Il recupero dei 245 milioni è cosa sicura? Auguriamoce­lo » commenta l’Agesc, anche se per il momento non vi sono certezze. Anzi, ribadisce in un documento ap­provato dal Consiglio nazionale, che «è indispensabile riportare i finan­ziamenti per il sistema paritario al livello dei 536 milioni originari, mo­dificando le previsioni di spesa per il 2012 e il 2013 che prevedono an­cora lo stanziamento di soli 280 mi­lioni ». Uno scenario confermato an­che dalla risposta del sottosegretario nei giorni scorsi. Dunque, com­menta la Fism, «anche se dovessimo riuscire a recuperare i fondi per il 2011, ci troveremmo nei prossimi due anni a dover iniziare nuova­mente la battaglia per il reintegro. Per questo – denuncia la Fism – ab­biamo più volte ribadito la necessità di modificare in modo urgente il bi­lancio triennale dello Stato, che ha fissato questi tagli progressivi».
 
Insomma la situazione appare tutt’altro che in via di risoluzione, mentre, denuncia ancora l’Agesc «molte famiglie italiane rischiamo il prossimo settembre di trovare chiu­si i portoni delle scuole che hanno scelto per l’educazione dei propri fi­gli. E migliaia di insegnanti e lavora­tori rischiano di trovarsi senza un posto di lavoro». Altro aspetto, que­st’ultimo, che spesso non viene pre­so in considerazione dall’opinione pubblica. «Non solo si rischia di di­struggere un patrimonio pedagogi­co e culturale – commenta il Consi­glio nazionale dell’Agesc –, ma per ri­sparmiare 245 milioni di euro da da­re alle scuole paritarie (lo 0,6% del bilancio del ministero), si rischia di farle chiudere e di dover accogliere nelle scuole statali quasi un milione di studenti in più con un aggravio di spesa per lo stesso Stato di quasi il 5% del totale. Un risultato paradossale», conclude amaramente l’Agesc.
 
E adesso? La situazione non cambia: i fondi realmente in cassa sono 167 milioni di euro. Per i 245 milioni da recuperare non è ancora stata indi­cata la nuova modalità che li svin­colerebbe dalla vendita dei canali di­gitali. Unica certezza i buchi di bi­lancio delle centinaia di scuole pa­ritarie in attesa.
 
 
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