Mercoledì 21 Agosto 2019
versione accessibile  |  mappa del sito  |   contatti
newsletter
 Rassegna Stampa  Rassegna Stampa : da 'Avvenire' del 29 giugno 2011  
Rassegna Stampa : da 'Avvenire' del 29 giugno 2011    versione testuale
Igino Giordani, un programma di vita nel segno del "fratello"
Igino Giordani, un programma di vita nel segno del "fratello"
(per Alberto Lo Presti si tratta di “una delle espressioni più autentiche” del “programma di vita” del grande scrittore cattolico cofondatore dei Focolari)
 
 
DI FRANCESCO PISTOIA
 
Alberto Lo Presti, che dirige la collana 'Igino Giordani Opere vive', ricorda che Il fratello «rappresenta una delle espressioni più autentiche» del «programma di vita» del grande scrittore cattolico. E Andrea Paganini, autore di un saggio introduttivo, richiama l’attenzione sul motto attribuito a Gesù 'Vedi il fratello, vedi il Signore', presente anche nei primi scritti del Giordani. In sette capitoli (i primi tre sono un canto alla Trinità) Giordani, nel suo stile coinvolgente tesse un discorso sull’uomo 'via della Chiesa'. Ha combattuto con Luigi Sturzo per un ideale di libertà e di giustizia, ha conosciuto l’esilio, ha lavorato con De Gasperi alla Biblioteca Vaticana, si è impegnato come deputato a dare un’anima alla democrazia nata sulle ceneri del fascismo e sulle rovine della seconda guerra mondiale. E ha incontrato Chiara Lubich. Le pagine de Il fratello , riflettono il suo impegno di cristiano, annunziano un’alba nuova. Ferito in guerra, non dimentica che il nemico, il persecutore, va visto sempre come 'fratello'. 'Gesù, risorgendo dalla morte, apparve alle donne, venute al sepolcro; e disse loro: ’Non temete; andate ad annunziare ai miei fratelli…’/ E, così, nel momento conclusivo, diede ai discepoli il nome definitivo: quello di fratelli'. Le approfondite considerazioni sul 'fratello' sono da collegare alla visione di Maria Desolata e di Gesù Abbandonato, alla spiritualità dell’unità propria del nascente Movimento dei Focolari, alla lettura dei Padri (soprattutto Agostino), all’esempio di santi (Caterina da Siena, Giovanni di Dio), all’insegnamento dei Papi, ai suggerimenti di scrittori. E soprattutto all’evangelista Giovanni. Se nell’Antico Testamento Dio è l’Essere, nel Nuovo Testamento l’Essere è Amore. La legge dell’amore 'è la carta costituzionale del Regno di Dio, in cielo, in terra, in ogni luogo'. Quel che l’uomo è viene da Dio. Non amare significa allontanarsi da Dio, dall’Essere, precipitare nel non vivere, nel male, nel nulla. Dio Amore, Dio Trinità: 'la creazione è opera d’amore'. Amare il fratello significa amare Dio: il fratello porta a Dio, alla Comunione. L’Eucaristia 'mette in comune i credenti', li compone col vincolo della carità in unità. E Giordani aggiunge: 'Non si può essere uniti nel piano soprannaturale e divisi in quello naturale… come è spezzato il pane eucaristico e messo in comune, così va messo in comune il pane di farina… Dalla liturgia nasce una sociologia'. E torna Giovanni: non è giusto chi non ama. 'La giustizia si identifica con la carità'. La vita di Giordani è stata illuminata da Dio Amore, Dio Luce. E ha lottato, da educatore, contro una civiltà 'che tollera l’affamato accanto all’Epulone'.
 
 
stampa questa pagina invia ad un amico