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 Rassegna Stampa  Rassegna Stampa : da 'Avvenire' del 30 giugno 2011  
Rassegna Stampa : da 'Avvenire' del 30 giugno 2011    versione testuale
Formazione professionale a rischio in Puglia.
Formazione professionale a rischio in Puglia.
(le Acli contro la Regione: verso il licenziamento 300 operatori specializzati)
 
 
DA BARI SALVATORE SCOLOZZI
 
Acli sul piede di guerra contro la regione Puglia sul tema della formazione professionale. A rischio, secondo l’organizzazione, 300 posti di lavoro dell’Enaip, l’ente di formazione che opera in regione da oltre quarant’anni. «Ci lascia perplessi – dichiara Andrea Olivero, presidente nazionale delle Acli –, che il governatore Nichi Vendola, che a parole si dice vicino ai lavoratori, non faccia nulla per quelli della formazione professionale pugliese. E ancor più risulta incomprensibile che si scelga di liquidare il sistema della formazione professionale, invece di riformarlo e di far sì che contribuisca, come già avviene in molte parti del Paese, alla crescita di buona occupazione giovanile». Le tensioni riguardano il futuro dell’ente pugliese, con dipendenti in cassa integrazione ed una difficile situazione economico-finanziaria. «Le Acli nazionali e quelle pugliesi – attraverso una nota – ricordano alla Regione Puglia la primaria responsabilità della crisi fin qui generata»; infatti l’Enaip avrebbe un buco di circa 7,3 milioni di euro, tra crediti non riscossi e debiti, anche nei confronti della Regione. «Le Acli nazionali, unitamente a quelle pugliesi, – si legge ancora – esprimono costernazione rispetto al comportamento irresponsabile del governo Vendola che nella seduta del consiglio regionale del 28 giugno ha bloccato il percorso legislativo che avrebbe dato futuro a 700 operatori della formazione professionale pugliese».
 
«Confidiamo – spiega Gianluca Budano, presidente delle Acli di Puglia –, che pur dovendo varare 300 preavvisi di licenziamento prevalga il senso di responsabilità del legislatore e del governo regionale, affinché nei prossimi giorni si varino soluzioni legislative, urgenti, efficaci e condivise». I presidenti nazionale e pugliese, inoltre, «evidenziano l’urgenza di una legge che riconosca agli enti di formazione professionale quanto da loro anticipato in questi anni, per svariati milioni di euro a tutela della condizione occupazionale dei propri lavoratori, in un atteggiamento di piena corresponsabilità con la regione Puglia». E in effetti le Acli pugliesi una proposta l’avevano fatta, anche a seguito di un’audizione in commissione consiliare.
 
Che si era concretizzata in una bozza di disegno di legge, «unica possibilità per risanare l’ente», che evidenziava i punti di criticità e le soluzioni legislative che potevano anche «portare a soluzione i problemi più urgenti». Dal consiglio regionale invece è giunta la proroga della cassa-integrazione fino al 31 dicembre 2011 e un piano per favorire l’esodo dei dipendenti. In questi giorni, inoltre, dovrebbe essere convocata una task force con Enaip e sindacati, per discutere del futuro dell’ente. Che secondo Oliviero e Budano passa da una riforma complessiva del settore, attraverso il varo di una nuova legge, che sarebbe «un modo per cancellare una delle peggiori pagine consumatesi in seno al consiglio regionale della Puglia, a danno delle lavoratrici e dei lavoratori pugliesi».
 
 
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