Sabato 24 Agosto 2019
versione accessibile  |  mappa del sito  |   contatti
newsletter
 Rassegna Stampa  Rassegna Stampa : da 'Avvenire' del 5 luglio 2011  
Rassegna Stampa : da 'Avvenire' del 5 luglio 2011    versione testuale
Confermata la stretta sulle pensioni e sui ministeri.
Confermata la stretta sulle pensioni e sui ministeri.
(la Federazione anziani e pensionati delle Acli guarda con “forte preoccupazione” alla manovra finanziaria in discussione alle Camere)
 
DA ROMA
 
Nessun dietro front dell’ultima ora. La stretta sugli statali e la doccia fredda sulle pen­sioni sono rimaste lì, nero su bianco, tra i 39 articoli che compongono la manovra e­conomica. A pagare un prez­zo alto nella Finanziaria, in­fatti, sono proprio i dipen­denti pubblici, che vedran­no il blocco degli stipendi per due anni e del turn over, quelli dei ministeri, sul cui budget si è abbattuta la scu­re della crisi, e gli ex lavora­tori per cui è previsto lo stop delle rivalutazioni delle pen­sioni cinque volte superiori alla minima.
 
Quello che succederà al por­tafoglio privato dei cittadini e dei dicasteri ha uno filo conduttore: fare economia per rimettere in carreggiata i nostri conti pubblici. Si par­te dagli italiani in quiescen­za, che vedranno congelata la rivalutazione delle loro pensioni del 45% nella fascia a partire da 1.428 euro e del 100% per quella superiore ai 2.380 euro. Nella mappa del­la previdenza di 13 milioni di anziani ci saranno tagli che vanno da 8 a 150 euro per arrivare a risparmiare in totale 2,2 miliardi di euro. Ma oltre alla perdita del pote­re d’acquisto per il comparto pensioni ci sa­ranno altre due novità. Da un la­to verrà antici­pato al 2014 (dal 2015) il progres­sivo aggancio dell’età pensio­nabile alla spe­ranza di vita; dall’altro anche le donne che la­vorano nel pri­vato andranno via a 65 anni e non più a 60. Una svolta però soft che inizierà gra­dualmente nel 2020, con un mese in più, per terminare nel 2032. Dopo il mondo sindacale, ora anche le Acli si mobilitano per protestare contro la decisione del go­verno di intervenire sulle pensioni. «Sui sacrifici il go­verno sbaglia indirizzo», di­ce la Federazione anziani e pensionati aclista che guar­da con «forte preoccupazio­ne » la manovra e riunisce gli organi centrali. «È una nor­ma ingiusta, colpisce i soliti noti con una chirurgia di precisione» afferma Pa­squale Orlando, segretario nazionale della Fap Acli.
 
Anche il versante statale non è stato affatto ri­sparmiato dalle forbici di Tre­monti; la catego­ria vedrà difatti bloccati gli sti­pendi per un ul­teriore anno, dunque fino al 2014, visto che la precedente riforma econo­mica stabiliva già lo stop al 2013. Ma per il prossimo bien­nio non sono previste nel pubblico impie­go neanche nuove assun­zioni, ad eccezione del Cor­po di polizia, Vigili del Fuo­co e agenzie fiscali. Con il via al nuovo spending review, saranno più magri pure i bi­lanci dei ministeri; la mano­vra infatti taglia di 9 miliar­di di euro le entrate in due anni, ma saranno i singoli dicasteri a stabilire i dettagli nella definizione della legge di stabilità.
 
Alessia Guerrieri
 
 
stampa questa pagina invia ad un amico