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 Rassegna Stampa  Rassegna Stampa : da 'Avvenire' del 6 luglio 2011  
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Scuole paritarie: «I fondi ci sono» solo sulla carta.
Scuole paritarie: «I fondi ci sono» solo sulla carta.
(le reazioni della Federazione scuole materne e dell’Associazione genitori scuole cattoliche)
DA MILANO ENRICO LENZI
 
 
Nuovo giallo sui fondi da ri­pristinare per le scuole pa­ritarie. Un decreto del pre­sidente del Consiglio, pubblicato ie­ri in Gazzetta ufficiale, conferma che «è disposto l’utilizzo, per l’anno 2011, della somma di 245 milioni di euro per il sostegno alle scuole non statali». Ma le associazioni della scuola paritaria cattolica frenano e si mostrano caute.
 
Il decreto del presidente del Consi­glio (in data 18 maggio 2011) di fat­to ribadisce la disposizione di uti­lizzo per questo anno finanziario di alcune cifre già previste all’interno della stessa legge finanziaria 2011: 245 milioni per la scuola non statale, 100 mi­lioni per la quota del 5x1000, 30 milioni per il settore del­l’editoria, 25 milioni per il sostegno delle università non statali legalmente rico­nosciute e 124 milioni per il sostegno del settore del­l’autotrasporto.
 
Tutte voci che la stessa legge finanziaria 2011 legava all’incasso della vendita dei canali del digitale terrestre. Il decreto pub­blicato ieri dalla Gazzetta ufficiale, nel ribadire l’utilizzo di quelle som­me, non fa alcun cenno né alla ven­dita del digitale terrestre, né da qua­le fondo saranno attinti.
 
Ma a destare la cautela del mondo della scuola paritaria è, sintetizza Luigi Morgano segretario naziona­le della Federazione delle scuole materne di ispirazione cristiana (Fi­sm), «l’assenza di una indicazione chiara sui tempi di stanziamento e di erogazione dei fondi stessi». In parole povere il decreto non spiega se i fondi di cui parla sono «pronta cassa», cioè erogabili nel giro di po­chi giorni. Passaggio tutt’altro che secondario visto che in questi pri­mi sette mesi del 2011 le scuole pa­ritarie si sono viste pagare dallo Sta­to complessivamente 167 milioni di euro sui 539 milioni che originaria­mente costituivano il fondo a loro destinato. Cifre che hanno prodot­to una grande sofferenza, come di­mostra l’annunciata chiusura di due scuole materne a Treviso proprio per l’impossibilità di continuare a far fronte ai costi e ai debiti.
 
«Sono stati individuati i 245 milio­ni attesi dalle nostre scuole? – do­manda Morgano –. E allora venga detto con chiarezza quando saran­no messe in pagamento le cifre do­vute. E anche quando verranno re­stituiti i 28 milioni tagliati al nostro capitolo di spesa come forma di ac­cantonamento nel caso non vada in porto la vendita dei canali del digi­tale terrestre. Fino a quel momen­to non si può parlare di situazione risolta». Cautela condivisa anche da Maria Grazia Colombo, presidente dell’Associazione nazionale genito­ri scuole cattoliche (Agesc). «Abbia­mo già subito diverse delusioni – commenta – e per il momento l’at­teggiamento più giusto è la caute­la. Ma anche se questo decreto por­tasse all’erogazione dei 245 milioni non potremmo che parlare di una semplice boccata d’ossigeno: quei soldi dovevano arrivare 7 mesi fa e permetteranno soltanto di tirare un po’ il fiato alle scuole». Un tema che era già all’ordine del giorno della riunione del Consiglio nazionale della scuola cattolica che si riunisce oggi a Roma. Un organismo che riu­nisce tutte le realtà cattoliche im­pegnate nel mondo della scuola.
 
Ma il recupero dei 245 milioni non sarà comunque la soluzione del problema. Già, perché la legge di bi­lancio triennale prevede tagli allo stesso capitolo di spesa anche per il 2012 e il 2013. E tutto rischia inevi­tabilmente di ripartire da capo.
 
 
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