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 Rassegna Stampa  Rassegna Stampa : da 'Avvenire' del 7 luglio 2011  
Rassegna Stampa : da 'Avvenire' del 7 luglio 2011    versione testuale
Il rilancio del Sud passa per lo sport.
Il rilancio del Sud passa per lo sport.
(lo sviluppo del Centro sportivo italiano nelle regioni meridionali: una sfida per lanciare un segnale di speranza per tutto il paese)
 
DI ANDREA DE PASCALIS  
Focus sullo sviluppo del Csi nel Meridione: è il tema di una convention che dopodo­mani vedrà riuniti a Reggio Calabria i rap­presentanti dei comitati dell’associazione del Sud. Un’iniziativa nuova, da cui ci sia attende davvero molto. Il motivo è presto detto. Se il Mezzogiorno che insegue affannosamente il Nord sulla via dello sviluppo, senza riuscire ad agguantarlo, è storia italiana ben nota, meno co­nosciuta è la circostanza che il gap si riflette an­che nello sport. Basti dire che alle soglie del Due­mila il Nord vantava circa il doppio di impian­ti pro capite rispetto al Sud, e a fronte di un Set­tentrione che contava tra i cittadini il 34% di praticanti, il Meridione non arrivava al 25%. Nel Csi la disparità di tesserati e attività tra Nord e Sud è anche maggiore, nonostante im­pegno e buona volontà non siano mai man­cati. Al 31 dicembre 2011 si leggevano questi numeri: tesserati Nord 629.373; Centro 154.766; Isole 35.814; Sud 66.806. Meno for­te eppure ugualmente incisivo il rapporto nel numero di società sportive: 1.111 al Sud, 8.876 al Nord. Statistiche che vanno interpretate “pe­sandole” in rapporto alla popolazione resi­dente e a tanti altri elementi.
 
Si scontano certamente anche una serie di fat­tori ambientali, a cominciare da una più rarefatta presenza di parrocchie e oratori sul territorio, i ritardi legislativi regionali, il minor flusso di fi­nanziamenti pubblici allo sport, tuttavia la cru­dezza dei numeri certifica un’associazione che resta ancor più in ritardo rispetto alle medie spor­tive nazionali. L’altra faccia dello specchio, però, è che gli spazi di crescita ci sono e sono enormi. Ed ora il Csi non vuole più attendere che la so­luzione arrivi a rimorchio di una nuova politi­ca nazionale per il Mezzogiorno, tanto più che quella solidarietà tra Nord e Sud che a livello po­litico zoppica, in casa blu arancio è quanto mai viva. «Il rilancio del Sud - conferma il presiden­te nazionale, il milanese Massimo Achini - è u­na grande sfida che tutta l’Associazione sente co­me sua ed è pronta a vivere con entusiasmo e determinazione. Lo sport può fare tanto e vo­gliamo lanciare un segnale di speranza per tut­to il Paese». Come avviare, però, un processo di accelerazione dello sviluppo? «Il Sud - è la ricetta del vicepresidente nazionale, il bergamasco Vit­torio Bosio - deve mettersi in gioco. Le poten­zialità per crescere non mancano. Ci sono belle realtà e tanti dirigenti di qualità. Bisogna però crederci e abbandonare vecchie abitudini». Che qualcosa sia da cambiare, a comincia­re da una certa predisposizione al fa­talismo, è cosa ben chiara ai dirigenti in viaggio per Reggio Calabria. «Dob­biamo liberarci da alcuni nostri pre­giudizi - ammette Salvo Russo, presi­dente regionale della Sicilia - e crede­re sino in fondo nelle possibilità dei nostri territori».
 
Il momento sembra quello giusto: «In Puglia - dice Dino Diso, presidente re­gionale - abbiamo non poche diffi­coltà, ma è anche vero che si respira una nuova aria di entusiasmo e di voglia di co­struire insieme che da tempo non si respirava. Con poche risorse e anche piccoli investimenti si può crescere di molto. Ci vuole coraggio». Ci si attende che l’incontro di Reggio trovi le basi per uno sforzo congiunto. «Serve un Sud - è l’o­pinione di Pasquale Scarlino, presidente della Campania - capace di fare maggiormente squa­dra, di lavorare insieme e di credere in obiettivi ambiziosi. È importante che la Presidenza Na­zionale ci sia vicina e creda in noi».
 
«Non abbiamo bisogno di assistenzialismo ­concordano Eustachio Di Cuia presidente luca­no ed Andrea Nazzaro, numero uno in Sarde­gna - ma di investimenti mirati e tesi ad ottene­re risultati concreti». Anche il padrone di casa, il presidente del Csi calabrese Renzo Ambrogio, è d’accordo: «In parte abbiamo rilanciato la pre­senza dell’Associazione nella nostra Regione, ma resta ancora tanto lavoro da fare. Il Sud solo in­sieme può vincere».
 
 
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