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"Vi ho dato l'esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi"   versione testuale
Omelia del Cardinale Sepe alla Santa Messa In Cena Domini

Giovedì Santo
Santa Messa In Cena Domini
29 marzo 2018
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      “Di null’altro mai ci glorieremo se non della Croce di Gesù Cristo, nostro Signore: egli è la nostra salvezza, vita e risurrezione”.
          Cari amici, fratelli e sorelle,
Nella solenne celebrazione eucaristica di questa sera, anticipiamo e viviamo il mistero pasquale che è racchiuso nella cena pasquale ebraica trasformata da Cristo nella sua Cena memoriale. Così, nel Vangelo secondo Giovanni (che abbiamo appena ascoltato), Gesù si rivela ai ‘Suoi’ come colui che serve e che esprime un amore supremo in gesti concreti, come la lavanda dei piedi.
          Di fronte a questo gesto profetico dell’umiliazione di Gesù, Pietro reagisce, ma poi diventa un invito a tutti i discepoli del Signore di tutti i tempi e luoghi a mettersi al servizio degli altri anche a prezzo della propria vita.
          È questo il senso vero dell’Eucaristia che oggi celebra il suo Natale. L’Eucaristia, infatti, si riferisce non solo a un atto salvifico del passato, ma anche alla persona di Gesù che ci comanda di continuare a fare quello che Lui ha fatto “in memoria di me”: quella misteriosa Cena la riviviamo ogni qualvolta celebriamo l’Eucaristia.
          Nella stessa Cena, Gesù compie un gesto del tutto sorprendente, la lavanda dei piedi, che ha lo stesso significato della Eucaristia, cioè è ‘segno’ di quella donazione totale ai fratelli fino all’annientamento di sé stesso, per la loro salvezza. La lavanda è come quella manifestazione dell’amore totale di Cristo per i suoi discepoli: Gesù è colui che esiste per gli altri, che si mette a totale servizio dei suoi fratelli, di tutti gli uomini, “fino alla fine”, per amore.
          “Vi ho dato l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi”: il discepolo di Cristo è colui che vive la sua vita come servizio ai fratelli, come un “esistere” per gli altri, anche fino a condividere la Passione del Signore.
          Cari fratelli e sorelle, la Cena del Signore, che stiamo celebrando, ci invita ad impegnarci a svolgere al meglio la vocazione di servizio agli uomini, compiendo tutte quelle opere finalizzate a curare le tante ferite che affliggono tanti nostri fratelli e sorelle bisognosi di salute, di vicinanza, di solidarietà, di sollievo e di speranza.
          Il pane di Vita, che tra poco mangeremo, ci aiuti giorno per giorno ad un impegno instancabile della carità fraterna verso tutti.
          Maria SS.ma, nostra Madre, modello ed esempio di vita totalmente donata al suo Figlio e a tutti noi, ci aiuti a vivere con  generosità la nostra vocazione cristiana alla carità.
                   Dio vi benedica
                   Buon Triduo pasquale
                   e ‘A Maronna v’accumpagna
 
 
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