Celebrazione Eucaristica per la morte di Pino Daniele

-Omelia del Cardinale Sepe

Con la Celebrazione Eucaristica di oggi vogliamo fare memoria del nostro fratello Pino Daniele, prematuramente e improvvisamente scomparso, e rendere grazie al Signore della vita per averlo donato ai suoi cari e a questa amata città di Napoli.

Sono qui come Vescovo che è tenuto a incarnare la Parola di Cristo nel vissuto della comunità a lui affidato, condividendone le gioie, la tristezza, il dolore. Sono venuto per pregare, implorando la misericordia di Dio.Di questi sentimenti, espressi dalla stragrande maggioranza della Città, ma anche del Paese e oltre, ho voluto farmi interprete, celebrando il mistero della morte e resurrezione di Cristo, che ha rinunciato alla natura divina per testimoniare il suo amore per l’umanità.Noi oggi vogliamo ricordare, nella preghiera, Pino Daniele, un grande artista che con la sua magistrale arte musicale ha onorato Napoli. E lo ha fatto in maniera discreta, senza protagonismi né eccessi, raccontandone i volti, le contraddizioni, i chiaroscuri, le bellezze, i mille colori.Ne ha testimoniato le risorse e le potenzialità, denunciando le sofferenze, le mortificazioni e le colpe, ma per scuotere le coscienze, non certamente per mortificarla. Il paragone con la carta sporca è soltanto una provocazione per sollecitare il risveglio e il riscatto. E’ un atto d’amore per Napoli terra mia, espresso in maniera raffinata, con riservatezza, anche standone lontano, ma onorandola sempre e testimoniandone i valori e la bellezza, in Italia e all’estero, con la sua personalità, con il suo carisma, con la sua musica che è poesia, è cultura che unisce, che suscita emozioni e risveglia l’appartenenza alle stesse radici, la voglia di cambiare.La vostra partecipazione, il raduno spontaneo di decine e decine di migliaia di persone ieri sera in questa piazza sono la conferma della forza e del valore antropologico delle sue canzoni e della sua musica.Quanta attualità nelle composizioni di Pino Daniele! Quanta umanità! Egli ha cantato i diritti e la dignità di una intera comunità. Messaggi forti, invito a non arrendersi. Spazio alla speranza. E’ di uomini come lui che Napoli ha bisogno. Napoli vuole essere soprattutto amata e non strumentalizzata o sfruttata. E Pino Daniele ha dimostrato di saperla amare profondamente, anche standone lontano, ma indicandone limiti, carenze e voglia di risorgere.Lo ha fatto con la sua grande capacità artistica, con la sua sensibilità e con il suo cuore, facendosi portatore nel mondo della sua storia e della sua musica e della sua cultura, linguaggi universali senza spazio e senza tempo.Quanti giovani si sono ritrovati nel suo pensiero e nelle sue composizioni. Quanti sogni sono stati stimolati e alimentati. Quanti hanno visto in lui il modello da imitare, per non arrendersi, per non avvilirsi, per uscire da una condizione di sofferenza e approdare alla riva del successo.Io stesso, nel mio libro “Non rubate la speranza” e  più volte nelle omelie e in alcune riflessioni sulle condizioni della nostra Città, ho richiamato e ricordato le parole di alcune sue composizioni, prese a prestito per sensibilizzare le coscienze e spronare tutti, a cominciare dalla Chiesa, per restituire a Napoli bellezza e sviluppo.
Proprio oggi, peraltro, studenti della Consulta Provinciale mi hanno scritto, rivolgendo preghiere al Signore perché la morte di Pino Daniele sia punto di partenza per tutti i ragazzi che vogliono intraprendere un percorso artistico e perché il suo esempio di ragazzo venuto dal basso sia speranza per tutti di diventare segno di unità culturale attraverso il linguaggio della musica.Possiamo allora dire con il salmista che “il giusto non muore invano e il sangue dei giusti è seme di luce e di speranza; luce nei nostri passi e speranza nei nostri cuori”.E’ con queste parole che vogliamo gridare il saluto cristiano dell’arrivederci al nostro caro Pino Daniele.

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