Celebrazione Vescovi – Sacerdoti e Diaconi defunti

5 Novembre 2012 - Cappella di Santa Restituta

Cari Sacerdoti,
   Cari fratelli e sorelle
 
         Abbiamo ascoltato questa voce dello Spirito e ci siamo riuniti per celebrare l’Eucaristia e per pregare Cristo Sacerdote per le anime benedette dei nostri fratelli Vescovi, sacerdoti e diaconi che sono morti nel Signore e oggi godono delle fatiche sacerdotali compiute nel loro ministero.
         È anche la promessa del Signore che è ritornato al Padre per prepararci un posto: “Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io” (Gv 14, 3).
         Gesù, Buon Pastore, ha accolto nella comunione trinitaria i nostri fratelli che, fatti pastori del suo gregge, hanno lavorato nella vigna del Signore, spendendo la loro vita per santificare il gregge loro affidato. Questa immagine del Buon Pastore esprime con efficacia la realtà di un Dio misericordioso e ricco di bontà verso i suoi ministri scelti per essere strumenti di salvezza. La preghiera per i nostri fratelli uniti a noi nel ministero sacramentale dell’Ordine è anche momento di condivisione e di comunione di vita tra noi, che pellegriniamo nell’attesa di poterci unire con loro e col nostro Pastore e Signore. È la fraternità sacerdotale che si fa solidarietà e preghiera verso quanti ci hanno preceduti nella fede e che rinsalda ancora di più la comunione vissuta sulla terra. Così il bene da loro sparso quando erano con noi continua a giovare al nostro ministero perché continuiamo ad essere un unico gregge con un solo Pastore che riunisce tutti coloro che partecipano del sacerdozio del Signore Gesù e vivono la sua ministerialità sacerdotale.
         Il nostro rapportarci con i nostri sacerdoti defunti rafforza il nostro sentirci Chiesa e la nostra missione sacerdotale. La vita che oggi viviamo è la vita di intenso amore interpersonale che diventa preludio di quella vita eterna nella quale possederemo la Trinità in pienezza e definitivamente. È quanto già pregustiamo nella Eucaristia: “Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno” (Gv 6, 51). La vita eterna è una gioia, una beatitudine legata in qualche modo alle fatiche e all’amore manifestati in vita. Anche per noi sacerdoti la vita presente è l’unica possibilità che ci è data di costruire l’eternità percorrendo la strada dell’amore di Cristo che ci ha scelti per essere testimoni del suo ministero sacerdotale, seminatori della sua parola, amministratori fedeli ed efficaci dei suoi sacramenti, ministri della sua carità.
         Questa pienezza di amore, il sacerdote l’accoglie e la sperimenta soprattutto nel sacramento dell’Eucaristia, che diventa nutrimento per la sua vita ma che egli distribuisce per sostenere il pellegrinaggio terreno del suo gregge. Non solo, ma celebrare l’Eucaristia è per noi un’occasione particolare per continuare quella comunione e quella fraternità vera e reale con coloro hanno fatto dell’Eucaristia il cuore del loro ministero sacerdotale e che oggi celebrano la liturgia del Cielo.
         Questi nostri fratelli sono ora nel Signore e vivono la pienezza della beatitudine eterna e aiutano noi, pellegrini, a rinforzarci nella fede, ad alimentare la nostra speranza e a spronarci nella carità in modo da partecipare anche noi alla vita e alla gioia di Dio.
         Raccomandiamo i nostri Vescovi, sacerdoti e diaconi defunti alla Regina del Cielo perché il Suo Figlio Divino li accolga nel suo cuore sacerdotale, doni loro di partecipare al banchetto del Cielo e godere in eterno del suo amore.

                                                                                     Amen!

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