Convegno Nazionale della Federazione dei Cavalieri del Lavoro

-intervento del Cardinale Sepe

Competere per crescere. Le sfide dell’Europa. Le opportunità per l’Italia
Napoli, 13 ottobre 2012, ore 9.15
 
Signori Ministri Paola Severino e Corrado Passera,
Signor Presidente della Regione,
Signor Sindaco,
Distinte Autorità,
Signor Presidente Benedini,
Cari Cavalieri del Lavoro,
Illustri Signori e Gentili Signore,
 
con piacere ho accolto l’invito del Presidente D’Amato, a nome della Federazione nazionale dei Cavalieri del Lavoro, e mi torna particolarmente gradito essere qui con voi e portare il saluto e il benvenuto della Chiesa diocesana.
L’incontro odierno mi riporta a un ricordo personale, essendo stato, quando ero a Roma, assistente del Gruppo regionale dei Cavalieri del Lavoro, una esperienza che mi torna alla mente con gioia per lo spessore dei rapporti interpersonali intercorsi in quel periodo, dei quali ancora oggi sento di dirvi grazie così come, in questa circostanza, desidero ringraziarvi maggiormente per essere qui a celebrare il vostro Convegno nazionale, testimoniando attenzione e predilezione per la nostra cara Città.
Vedete, Napoli proprio di questa vicinanza ha bisogno; ha bisogno cioè di essere vista, toccata con mano e amata, perché, come dico spesso, essa non rappresenta una storia finita male, ma una storia con tante pagine di cose interessanti da leggere e ancora da scrivere, per la sua ricchezza, non solo quella paesaggistica, bensì quella culturale e quella artistica della quale l’arte e l’architettura religiosa costituiscono una componente essenziale.
A tale riguardo, ho appreso con particolare soddisfazione che proprio domani visiterete la chiesa di San Giovanni a Carbonara, uno dei gioielli del nostro patrimonio.
Napoli, vi dicevo, al di là dei luoghi comuni, non è affatto una carta straccia, perché può esprimere positività ed eccellenze, risorse umane e intellettuali, autorevoli esponenti del mondo accademico, della ricerca e della cultura, ma, nel contempo, è anche ricca di genialità soffocata, di capacità inespresse o mortificate, di vocazioni non sviluppate adeguatamente, di tanta voglia di fare e di competere.
Le aziende imprenditoriali sono di valore assoluto e sono in grado di esprimersi al meglio sul piano nazionale e internazionale, lasciando segni esaltanti e impareggiabili. Sanno farsi valere e primeggiare, sanno competere, come si legge anche nel tema dell’odierno convegno, ma forse  non sempre e non sufficientemente sono sostenute e accompagnate in questo sforzo.
Dico questo non certamente con la presunzione della competenza, che non ho, ma in virtù del bagaglio di esperienze che ho fatto  girando per il mondo e prendendo coscienza dell’impronta, rispettata e rispettabile, lasciata dalle aziende italiane e, se mi è consentito, anche da quelle napoletane e meridionali.
Ma le mie considerazioni sono anche frutto di una esaltante esperienza fatta attraverso il Giubileo speciale per Napoli, che ho indetto e abbiamo celebrato lo scorso anno, raccogliendo esempi eccezionali del ricco patrimonio umano, imprenditoriale e professionale, capace di grandi slanci e di profonda disponibilità a mettersi in rete e lavorare per il bene comune.  
E’ un Vescovo che vi parla ma è il pensiero anche dei Vescovi delle altre regioni ecclesiastiche meridionali con i quali c’è stato ed è in atto un confronto costante, a partire dal convegno sul Mezzogiorno, da me promosso e celebrato proprio in questa Città a febbraio del 2009, per riorganizzare la speranza evangelica come presupposto e fondamento del rispetto e dei diritti della gente del Meridione, le cui difficoltà e risorse ogni giorno tocchiamo con mano attraverso l’ascolto e la consuetudine dell’incontro, diretto o nelle parrocchie.
Noi Vescovi del Sud avvertiamo il dovere e la responsabilità di rilanciare la fiducia nelle capacità dei meridionali, troppo spesso offesi e danneggiati dai condizionamenti perversi della criminalità e dalle illegalità diffuse.
Abbiamo, quindi, bisogno anche di voi, illustri Ministri e cari Cavalieri del Lavoro. Sì, Napoli e il Sud hanno bisogno del vostro ascolto, del vostro incontro, della vostra presenza e anche della vostra opera.

Uniti nella differenza, potremo riscoprire e vivere, a partire da Napoli, un Sud ricco di risorse, a vantaggio di tutto il Paese. Solo insieme si potranno fare grandi cose per il nostro Paese.

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