Dar da bere agli assetati

Lettera Pastorale del Cardinale Sepe

Cari fratelli e sorelle,
Abbiamo vissuto un intenso anno pastorale, scandito dalle tappe del nostro progetto ecclesiale e segnato dalla straordinaria visita di Papa Francesco che  ha rinvigorito la nostra fede, spronandoci a viverla e professarla con sempre maggiore consapevolezza e accresciuto entusiasmo ed esortandoci a non arroccarci sulle nostre certezze, a non rinchiuderci nelle nostre sagrestie. 
La vocazione della Chiesa, del resto, si gioca tutta in uscita e il Regno di Dio lo si costruisce lavorando anche per il bene comune, da cittadini attivi e cristiani coerenti, in maniera da rendere più bella e sicura la nostra città, contribuendo ad elevare il livello di benessere di ogni uomo e di tutto l’uomo, cui siamo inviati dal Signore della storia e della nostra vita.
Il Santo Padre, accolto festosamente dal sincero calore dei napoletani, si è mostrato tenero nell’abbraccio ai bambini e  agli ammalati, ai vecchi e ai carcerati, ma molto severo quando ha stigmatizzato il disimpegno, la cultura dello scarto, la corruzione. Sono queste le piaghe più gravi di una collettività umana, della nostra collettività. Esse portano alla paralisi mortale del corpo sociale, che degenera fino a provocare disgusto: “puzza” ha ribadito più volte Papa Francesco a Scampia parlando della corruzione, o meglio “spuzza” come ha precisato con linguaggio colorito da  termini dialettali piemontesi.

Il Papa ha poi rivolto parole veramente incoraggianti a tutti, sollecitando laici e religiosi a camminare sulla via della coerenza e della responsabilità. Prendendo spunto dallo scioglimento parziale del sangue di San Gennaro, egli ha esortato a proseguire sulla via della conversione e del cambiamento. Via che la Chiesa di Napoli sta coraggiosamente percorrendo mediante le tappe del suo progetto pastorale e che intende proseguire con decisione questo prossimo anno in un contesto di particolare fervore spirituale, caratterizzato dalla celebrazione del Giubileo speciale della misericordia.
 
 
In allegato è possibile leggere il testo completo
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