Incurabili

S. Maria del Popolo

Verso il 1519 la nobildonna catalana Maria Lorenza Longo (moglie del Cancelliere Giovanni Lonc, venuto al Napoli nel 1506 al seguito di Ferdinando il Cattolico) reduce da un pellegrinaggio a Loreto dopo il quale aveva riacquistato la salute fisica, decise di intraprendere una delle opere più significative di questo periodo a Napoli: la fondazione di un grande ospedale dove non solo si potevano assistere i malati del mal francese (sifilide), definito morbo incurabile, ma si poteva anche accogliere ogni tipo di sofferenza fisica cercando di sanare ferite, traumi e miserie umane di persone povere che altrimenti, non avrebbero avuto alcuna speranza di essere curate.

Il complesso fu chiamato ufficialmente S. Maria del Popolo degli Incurabili, costruito presso la Porta di S. Gennaro, in un luogo salubre che andava incontro a esigenze igienico-sanitarie, e che vide protagonista Maria Longo, impegnata all’interno di un ampio rinnovamento etico-religioso assai vivo in quegli anni nella città di Napoli.

L’opera incontrò vastissimo favore: furono elargiti cospicui fondi, lasciti e donazioni, tanto da consentire, intorno al 1535, il mantenimento di addirittura 600 posti letto.

Maria Lorenza Longo non fu sola nell’impresa; le stette sempre accanto una delle sue discepole ed amiche a lei più care, Maria Ayerba, duchessa di Termoli, che l’avrebbe in seguito sostituita, proprio nel 1535, come Governatrice alla guida dell’Ospedale, una volta che la fondatrice decise di trascorrere gli ultimi anni di vita nel monastero delle Cappuccine (detto anche Santa Maria in Gerusalemme o Le 33), da lei stessa fondato.

L’Ospedale non fu solo un ricovero, ma anche una possibilità concreta di miglioramento delle condizioni fisiche e spirituali degli stessi malati. Si mostrò una particolare attenzione per le donne incinta in situazioni irregolari, accogliendole senza alcuna forma di emarginazione. Forte era la spinta alla rieducazione morale e sociale che sottoponeva i ricoverati ad una severa disciplina religiosa: messa quotidiana, litanie serali, comunione due volte l’anno, confessione nel momento del ricovero. Un clero stipendiato amministrava i sacramenti. Al di là della funzione propriamente assistenziale, l’Ospedale si propose dunque, come centro di spiritualità. Il numero delle associazioni e degli ordini religiosi impegnati nel servizio agli infermi crebbe tanto da richiedere una turnazione nell’opera di assistenza.

Per tutto il XVI secolo, l’Opera andò sempre più ingrandendosi, grazie alle continue donazioni, fino a raggiungere le attuali dimensioni e diventò un centro di ricerca medica collegata con la pratica clinica di fama internazionale.

Nel 1729 vennero realizzate ampie modifiche sotto la guida di Alessandro Manni e l’edificio si estese sino ai bastioni della città. I bombardamenti del 1943 distrussero questa sezione, sul cui suolo è stato eretto, successivamente, un istituto scolastico ancora in funzione.

Tra gli aspetti più caratteristici, da segnalare è la prestigiosa Farmacia del '700, unico luogo del genere a Napoli a essere arrivato a noi intatto.

La chiesa attigua all’Ospedale, ugualmente intitolata a S. Maria del Popolo, è situata presso la Porta Meridionale degli Incurabili: una grande sala con 12 altari laterali ed un altare maggiore sontuosamente adornato di materiali e pietre di gran pregio, oggi purtroppo completamente depredata.

a.v.

Fotografie di Marcello Erardi


📍Quartiere: San LorenzoVia Maria Longo, 50

☨  Tipologia: Ospedale

📅 Data di fondazione: 1519

👩🏻 Fondatrice: Maria Lorenza Longo

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