S. Arcangelo a Baiano

Verso la fine del VI secolo, sui resti di un precedente sacello pagano situato nell'attuale zona di  Forcella, alcuni monaci basiliani decisero di fondare un monastero femminile dedicato ai Ss. Arcangelo e Pietro. Successivamente prevalse la dedicazione al solo san Michele Arcangelo e la specifica a Baiano si deve probabilmente al cognome della famiglia dei Bajano, originaria di Baia, che risiedeva accanto al monastero.

Carlo I d'Angiò, devoto di san Michele, lo rese luogo esclusivo della nobiltà napoletana, dotò le monache di cospicue rendite e donò loro un’ampolla contenente il sangue di san Giovanni Battista, che, prodigiosamente, dal 1550 si sciolse nella ricorrenza della decollazione del Battista.

Il monastero è noto non solo per aver ospitato Maria d’Angiò, figlia del re Roberto, e la Fiammetta amata dal Boccaccio, ma soprattutto per le vicende immorali e delittuose che lo videro protagonista nei primi decenni del ‘500. Tresche amorose, gravidanze e omicidi spinsero le autorità ecclesiastiche nel 1556 a intervenire addirittura con le armi nel tentativo, vano, di disciplinare il monastero. Nel 1577 fu destinato alla chiusura definitiva, sia per gli scandali sia per l’impossibilità di adattare l’edificio alle norme sulla clausura impostate dopo il Concilio di Trento. (Si era scoperto, tra l'altro, anche un corridoio sotterraneo comunicante con l’esterno).

Il trasferimento delle monache in altri monasteri non fu di facile attuazione e molte fecero resistenza dovendo abbandonare appartamenti con suppellettili preziose di ebano e di avorio, busti marmorei, quadri dai soggetti profani, preziose telerie. Con molte difficoltà, dovute anche al rifiuto da parte di molti monasteri di ricevere le monache con cattiva fama, alcune religiose furono mandate nel monastero di S. Maria Donnarómita, altre in S. Patrizia, S. Marcellino e S. Gaudioso. Quelle trasferite in S. Gregorio Armeno portarono con sé la preziosa ampolla col sangue di san Giovanni Battista, suscitando le ire delle nobili famiglie appartenenti al Seggio di Montagna che si sentirono defraudati della reliquia in favore di quelli del Seggio di Nido, al quale era legato il monastero di S. Gregorio Armeno.

Dopo la chiusura, il complesso di S. Arcangelo a Baiano fu trasformato in abitazioni private, mentre nel 1607 la chiesa veniva eletta a titolo abadiale. Fu ceduta nel 1645 ai Padri della Mercede, che ne modificarono la struttura riadattando a convento anche parti dei vicini edifici.

Espulsi questi nel Decennio francese, il complesso venne nuovamente destinato ad abitazioni private. La chiesa, sede dell’Arciconfraternita di S. Maria della Consolazione e della Buona Morte, è chiusa e sconsacrata.

a.v.

Fotografie di Marcello Erardi


📍Quartiere: Pendino, Via S. Arcangelo a Baiano, 40

 ☨  Tipologia: Monastero benedettino

📅 Data di fondazione: VI secolo, Sopp. 1577

⛪ Regola monastica: Benedettina

👥 Fondatori: Famiglia dei Bajano

👑 Presenze nobiliariSeggio di Montagna

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