S. Maria Maddalena delle Convertite Spagnole

Nel 1632 Isabella d’Alarçon finanziava i lavori di edificazione di una chiesetta e di un Conservatorio nel vicolo allora detto del Carminiello. Due anni dopo, per volontà di Eleonora Gusman, moglie del viceré Emanuele Fonseca y Zunica, conte di Monterey, la chiesa venne affidata alle cure della Congrega di S. Carlo dei Sacerdoti, mentre il Conservatorio veniva trasferito nell’attuale vico della Maddalenella, prendendo il nome dalla chiesa edificata accanto all’Istituto. Poté avvantaggiarsi delle elargizioni di molti benefattori, tra i quali Donna Anna Zevaglios Messinese, che lì prese il velo assumendo il nome di Suor Angelica di san Giuseppe.

La copiosità delle rendite di questo, che fu una via di mezzo tra un monastero e un Conservatorio, si deve soprattutto alle elargizioni disposte dalla moglie del viceré, molto interessata al recupero morale di quelle prostitute spagnole desiderose di cambiare vita.

Le condizioni di ammissione all’Istituto prevedevano per le postulanti l’essere pubbliche peccatrici o in evidente pericolo di perdizione. Altro requisito indispensabile era l’ascendenza spagnola per via patrilineare, un’età non superiore ai trent’anni, l’assenza di malattie infettive e il non appartenere alla condizione servile. La superiora doveva essere una vedova anziana e onorata, in grado di dirigere e ammaestrare le ospiti con l’esempio personale e di valutare attentamente le condizioni delle donne che chiedevano di essere ammesse. Doveva accertarsi che queste non fossero né malate di mal occulto (tisi), nel qual caso andavano preventivamente curate, né gravide, nel qual caso non potevano entrare in Conservatorio. Ancora. doveva fare in modo di tenere le donne occupate tutto il giorno nella preghiera, nella lettura di libri spirituali, in attività lavorative e in ricreazioni oneste.

Sotto il profilo spirituale, i confessori venivano designati dal nunzio apostolico, attento a scegliere sacerdoti dotti e di buona fama; la gestione economica era invece affidata a quattro Governatori, i quali si impegnavano a fare in modo che le rette e le elemosine fossero depositate in un Banco Pubblico.

Numerose le testimonianze artistiche presenti nella chiesa, dove va anche segnalata una lapide del 1685, posta alla destra dell’ingresso, in ricordo di suor Angela di s. Giuseppe, al secolo Anna Sevaglios, che visse a lungo nel monastero e che, come si è detto, lo sostenne economicamente in misura assai significativa.

a.v.

Fotografie di Massimo Velo


📍Quartiere: San Ferdinando, Vico Maddalenella degli Spagnoli, 7

☨  Tipologia: Monastero domenicano di Regio Patronato

📅 Data di fondazione: 1632, Sopp. 1808

⛪ Regola monastica: Domenicana

👩🏻 Fondatrici: Isabella de Mendoza marchesa di Alarcon, Eleonora Guzman Viceregina

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