Salotto politico di Eleonora Pimentel Fonseca

Alla patriota, poetessa e giornalista Eleonora Pimentel Fonseca si deve uno dei salotti politici più significati della Napoli giacobina. La sua abitazione, alla salita Sant’Anna di Palazzo n. 29, aperta ad amici e intellettuali, divenne una vera e propria fucina di idee rivoluzionarie. Il 5 ottobre del 1798 l'abitazione venne perquisita, i libri censurati e lei arrestata e portata in carcere alla Vicaria. Appena scarcerata, Eleonora riprese le riunioni politiche e la sua casa divenne il centro redazionale de Il Monitore napoletano, giornale di avanguardia politica e culturale da lei fondato e sulle cui pagine per sei mesi, dal 2 febbraio all’8 giugno del 1799, ogni martedì e sabato, cercò di educare il popolo alle idee della libertà oltre a proporre leggi per combattere l’analfabetismo. Condannata a morte, venne impiccata all'età di 47 anni.

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