Festa dei Popoli

-Omelia del Cardinale Sepe

Cari fratelli e sorelle,
   Oggi la Chiesa ci invita a meditare sulla festività dell’Epifania, cioè sulla manifestazione a tutti i popoli del Bambino nato a Betlemme. Perciò, come i Magi, siamo venuti da diversi luoghi, molti di voi provenienti da diverse Nazioni e Continenti, per adorare Colui che si è fatto uomo per portare la salvezza a tutti gli uomini. Per questo, come scrive S. Paolo agli Efesini, “le genti sono chiamate, in Gesù Cristo, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo”.
 Oggi è la festa dei popoli, di tutti noi perché, pur provenienti da culture, lingue, costumi diversi, ci sentiamo affratellati dalla stessa fede e dall’amore per Cristo. L’incontro dei Magi con Gesù è un vangelo di fede; essi non vedono nulla di grande, ma solo un povero Bambino nelle braccia di una Vergine – Madre, con un padre putativo pronto a fuggire per sottrarsi alla gelosia sanguinaria di un prepotente. Lo stesso hanno fatto i pastori, persone di nessuna importanza sul piano sociale, mentre i re, i suoi nobili, si tengono lontani.
 Chi riconosce Gesù sono solo i poveri, i miserabili, i pagani. I Magi, “prostratisi, lo adorarono. Poi … gli offrirono in dono oro, incenso e mirra”. Nel ricordo dei Magi, anche noi dobbiamo metterci in cammino per rincontrare il Bambino. Per trovarlo, bisogna ascoltare la sua voce che è vicina, non le altre voci mondane, che ci fanno perdere la strada. Gesù è vicino e ci precede: bisogna ricalcare le sue orme, farci sostenere dalla sua speranza, e lasciarci trascinare dalla sua carità.
 Cosa portiamo in dono al Bambinello? L’oro delle nostre opere buone, perché le parole e i buoni propositi non bastano; l’incenso della nostra preghiera che dal nostro cuore, come da un turibolo, deve salire in alto; la mirra onerosa delle nostre sofferenze e dei nostri peccati perché il Signore ci perdoni.
 Dobbiamo ricordarci che Gesù è sempre il Bambino povero del presepe, che prende su di sé la nostra miseria e i nostri dolori.
 Chiediamo alla SS.ma Madre del Bambinello di essere per ognuno di noi come la stella che condusse i Magi dal suo Figlio e di sostenerci sempre nel nostro cammino.
 Dio vi benedica e
‘A Maronna V’accumpagna

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