Forum Internazionale dell’Informazione per la Salvaguardia della Natura

Gentili Ospiti,
 sono lieto di darvi il benvenuto nella nostra meravigliosa Città di Napoli, portando a voi e alle illustri Autorità il saluto cordiale della Chiesa di Napoli.
 Saluto e ringrazio il presidente Alfonso Cauteruccio, il prof. Andrea Masullo e tutti i dirigenti di Greenaccord, l’Associazione di ispirazione cristiana che ha organizzato questa decima edizione del Forum internazionale dell’Informazione, con l’obiettivo di declinare e proporre  strategie e vantaggi di un nuovo approccio al problema rifiuti.
 Registro con piacere la presenza di studiosi e giornalisti provenienti da circa cento Paesi del mondo. A loro auguro cordialmente un felice soggiorno e, con il cuore ancora dolente per la grave “questione rifiuti” di alcuni anni fa e la conseguente brutta immagine messa in circolazione all’epoca, rivolgo l’invito a prendere atto che Napoli non è affatto una carta straccia, ma al di là delle violenze e mortificazioni cui viene talvolta sottoposta, non diversamente da quanto succede in altre grandi metropoli, è una gran bella Città, da conoscere, da vivere, da amare.
Vista in questa ottica, pertanto, la scelta operata dagli organizzatori di tenere il Forum proprio a Napoli non è certamente un infierire su una piaga sanguinante, ma è piuttosto un atto di solidarietà, un modo per rendere giustizia ad una grande Città, alla sua storia, alle sue eccellenze, alla sua cultura, offrendo a tanti convegnisti, e attraverso di loro al mondo intero, il suo volto vero, gradevole, positivo. E di tanto siamo veramente grati.
Difendere l’ambiente. Una delle grandi sfide del nostro tempo, un tema che sta particolarmente a cuore alla Chiesa universale, sempre impegnata, attraverso gli interventi del Magistero, a formare nel credente una attenzione e una sensibilità nuova verso il rispetto della natura e dell’ambiente, come responsabilità che deve costituire una dimensione essenziale della vita di ogni persona e del cristiano in particolare.
E la Chiesa di Napoli, come quella di tutta la Campania, non ha mancato di far sentire la propria voce di condanna, lanciando un grido di denuncia e di allarme, in più occasioni, durante la crisi degli anni scorsi e ancora di più oggi rispetto alla gravissima e preoccupante situazione della cosiddetta terra dei fuochi.
Abusare dell’ambiente, offendere la natura e violentarla è colpa più grave di tante altre, come ho sottolineato con forza nella mia ultima Lettera Pastorale “Canta e cammina”, invitando tutti ad un impegno di responsabilità, per educare, per formare, per guidare il popolo di Dio e anche per correggere errori commessi da noi nel non aver usato il necessario rigore nel condannare chi abusa di beni che sono della collettività, provocando danni gravi e irreparabili a persone e comunità intere.
A tale fine ho sollecitato sacerdoti, parroci, religiosi, diaconi e laici ad una rinnovata consapevolezza del nostro ruolo e a concentrarsi sul valore dell’etica pubblica, là dove si giocano i destini di tutti.
Come Chiesa locale non dimentichiamo che la mancanza di interesse verso il bene comune, il ripiegamento su stessi, l’autoreferenzialità sono all’origine del degrado del tessuto sociale come di quello religioso.
Continueremo, pertanto, a sviluppare sempre più un lavoro di coscientizzazione dell’impegno a difendere l’ambiente e delle responsabilità come dei doveri che ricadono su tutti e su ciascuno, rispetto all’immediato e, quindi, alla qualità della vita di oggi, ma anche in prospettiva per quello che, di negativo, lasciamo alle prossime generazioni, che vantano, come noi e più di noi, il diritto ad una sana fruibilità della natura.
Si pongono, dunque, seri problemi quali lo sviluppo sostenibile, l’ ordine economico internazionale fondato sulla giustizia, l’equa distribuzione delle risorse, gli stili di vita che incidono pesantemente sulla dimensione delle questioni, degli obiettivi e delle scelte.
Tutto, pertanto, si colloca all’interno di una visione globalizzata, ma tutto poi deve trovare localmente sbocchi interpretativi e azioni risolutive.
Da qui la grande responsabilità delle varie Istituzioni, politiche, scientifiche, culturali e tecniche, ma anche della Chiesa attraverso l’impegno pastorale espresso e realizzato con l’ascolto, con i rapporti interpersonali, con il dialogo con le famiglie, con gli oratori e, quindi, con la informazione e la formazione.
A tale riguardo, mi piace ricordare l’azione costante che la Diocesi va svolgendo sul tema complesso della difesa dell’ambiente, attraverso le parrocchie e anche attraverso eventi celebrativi che ci portano a riflettere e a condividere lo spirito e il valore del rispetto della natura, che è rispetto della persona, è rispetto della vita.
In particolare, abbiamo appena concluso il lungo percorso dell’articolato progetto della cosiddetta impronta ecologica, risultando, a detta della stessa Associazione Greenaccord, una delle pochissime Diocesi italiane impegnate, meritando peraltro un successo per come ha risposto un centinaio di famiglie sperimentalmente testate sui comportamenti e stili di vita.
E’ fondamentale, dunque, il ruolo delle famiglie e accanto ad esse pongo senz’altro l’importanza del ruolo formativo e per molti aspetti educativo della scuola. A tale riguardo saluto con favore e con gioia la partecipazione ai lavori di questo Forum di cinquanta studenti di alcuni Istituti Superiori di Napoli, che potranno apprendere per poi diventare lievito di conoscenza per tantissimi altri compagni di studio e amici.
A loro rivolgo il grazie e il saluto della Chiesa di Napoli, che estendo volentieri e con profonda stima e amicizia al Dirigente scolastico regionale, ing. Diego Bouché, per aver raccolto e condiviso la proposta del Forum.
Per l’autorevolezza dei Relatori e dei partecipanti sono certo che sarà una evento estremamente interessante e ricco di indicazioni e di proposte.
A tutti auguro buon lavoro, porgendo i più cordiali saluti della Chiesa di Napoli e miei personali.

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