Giorno di Natale

-l'Omelia del Cardinale Sepe

S. Natale 2013 – S. Messa del Giorno
Chiesa Cattedrale di Napoli
 
 
Cari fratelli e sorelle,
“ per noi è nato un bambino” e questo bambino, nato nella grotta di Betlemme è il Signore della Vita, il Verbo Eterno del Padre, la “ Parola” che ora ci parla con linguaggio umano e si rende disponibile ad ascoltarci ed a stare con noi. E’ quanto ci dice in questo giorno di Natale la grande pagina del “prologo” dell’Evangelista Giovanni : teologia e poesia si sposano in un cantico delle meraviglie che Dio ha operato: il Verbo, la Luce, la Verità, la Grazia sono apparse e si sono incarnate per noi nel Bambino Gesù.
        Oggi, Natale, ci siamo riuniti in questa Cattedrale, per proclamare la nostra fede in questo Dio Bambino che è nato per donarci la pace e riconciliarci con Dio e con i fratelli. Lo adoriamo e lo ringraziamo perché ci ha liberati dalla schiavitù del peccato e ha cambiato la nostra storia e la nostra vita con la luce della verità e dell’amore. Questa è la nostra fede: Dio ci ama ed è nato per farci partecipare alla sua vita divina!
Egli è nato per riconquistarci, per sollevarci verso di sé, per parlare con noi; non possiamo, non dobbiamo soffocare il balbettio di questo Bambino, come fanno molti trasformando il Natale in una festa del consumismo, dello spreco, di regali, del panettone; non possiamo né dobbiamo soffocare questo Dio Bambino impedendogli di crescere con il nostro modo di vivere egoistico, fatto di chiusure ad ogni forma di carità, di solidarietà e di fraternità verso i più poveri ed abbandonati, verso i malati ed i carcerati, versi gli emigrati e gli emarginati, verso coloro che hanno perduto la loro dignità di uomini. Quante resistenze all’amore troviamo anche nella nostra società! E’ la continua tentazione dell’uomo a diventare dio senza Dio : voi sarete come dei. Per questo, molti corrono dietro al denaro, bramosi di accumulare ricchezze, anche con la violenza a scapito della dignità e dei diritti degli altri, oppure altri che pretendono di decidere ciò che è bene e ciò che è male, senza tenere in nessun conto la volontà di Dio Creatore.
Ma Dio si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi per essere il Dio con noi, il Dio per noi, il Dio in noi. Il suo progetto è un progetto di amore per ciascuno di noi. Queste non sono parole vaghe o illusorie; Dio non ci ama per finta, come forse succede tra noi uomini. Egli ha preso veramente carne nel seno di una ragazza chiamata Maria. Come tutti i bambini ha avuto bisogno di imparare e di crescere; ha avuto bisogno dell’aiuto dei suoi genitori, di altre persone, spesso povere ed ignoranti. L’amore vero è autentico, non sa imbrogliare o fare le cose per finta. Dio si è identificato, realmente, con ciascuno di noi, con le nostre miserie e debolezze, con i nostri problemi e fragilità.
Possiamo, perciò, affermare che Dio è vivo, si incarna e si identifica con i nostri malati, con i senza-lavoro e senza-casa, con gli sfiduciati ed i delusi, con i genitori, che non hanno più la forza ed il coraggio di impegnarsi a dare una autentica educazione e formazione ai loro figli, con i giovani, ai quali non si offre nessun sostegno reale e concreto per aiutarli oggi a costruire il loro futuro.
A tutte questi nostri fratelli e sorelle,io, Vescovo, dico, a nome di Cristo, in questo Natale: non fatevi prendere dal pessimismo e scoraggiamento, nonostante la grave crisi che stiamo attraversando; abbiate fiducia in quel Dio che vi ama ed è diventato uomo per donarci la forza del suo spirito; non lasciatevi rubare la speranza; reagite con coraggio, nella certezza che il Signore della vita non abbandona nessuno, e che , nonostante i tanti e tragici inferni creati dagli uomini, l’amore trionferà. Nell’incontro col Dio vivo e vero, troveremo la vera gioia, la vera vita e l’autentica felicità.
Maria, vergine Madre di Dio e nostra, la quale anche nei momenti di difficoltà e di sofferenza si è sempre tenuta strettamente legata al suo Figlio divino, non ci faccia mancare la sua protezione materna e ci assista nel nostro pellegrinaggio terreno.
          Auguri a tutti.
Dio vi benedica e
                            “ A Maronna v’ accompagna”
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