Inizio dell’Anno Pastorale

-le parole del Cardinale Crescenzio Sepe

Inizio Anno Pastorale Cattedrale – 14 settembre 2014 ___________________
   Cari Vescovi Ausiliari,   Cari Sacerdoti, religiosi, religiose, Diaconi, seminaristi,   fedeli tutti
Ringrazio anzitutto il caro Mons. Lemmo che, a nome di tutti voi, ha voluto rivolgermi auguri fraterni e sinceri per la festa onomastica di S. Crescenzio. Ve li ricambio di cuore con la preghiera applicando questa S. Eucarestia per voi e per tutta la nostra cara Diocesi.Oggi la Chiesa universale ci invita a fare memoria della festività della S. Croce, mentre la nostra Chiesa diocesana dà inizio al nuovo Anno Pastorale. La coincidenza non è fortuita ma è provvidenzialmente voluta perché riteniamo che non possiamo compiere nessuna opera pastorale senza partire dalla fonte che genera la nostra salvezza: Cristo, e Cristo Crocifisso; chiunque crede in Lui avrà la vita eterna. La nostra Chiesa di Napoli riprende anche quest’anno un cammino già iniziato negli anni passati, segnati dallo Spirito che ci ha indicato la strada e ci ha dato il coraggio di percorrerla, nonostante le nostre debolezze e infedeltà. Abbiamo camminato insieme e abbiamo cantato con gioia l’inno della nostra fede, come ho potuto costatare durante l’anno pastorale appena trascorso, dalle testimonianze di tanti sacerdoti e fedeli laici che ho avuto la gioia di incontrare nella visita ai decanati, alle parrocchie e in diverse altre occasioni. Il Signore ha benedetto i nostri  sforzi e i nostri sacrifici e tanti si sono sentiti impegnati e responsabilizzati nel dare il proprio contributo per una crescita personale e comunitaria della nostra società civile ed ecclesiale. Seguendo questa strada, in questo nuovo Anno pastorale la Chiesa  di Napoli continua il suo cammino missionario accentuando la dimensione caritativa della prima opera di misericordia. Il titolo della lettera pastorale lo esprime chiaramente: “La Chiesa di Napoli in cammino per la missione: dar da mangiare agli affamati”. È questa, cari fratelli e sorelle, la missione che Cristo ci affida: annunciare il suo Vangelo a tutti gli uomini incarnandolo nella carità fraterna verso i poveri, gli afflitti, gli esclusi della società.Da questo compito missionario nessuno è escluso, nessuno può dirsi estraneo o pensare di rinunziare per paura, per disimpegno, per leggerezza. Siamo tutti responsabili e coinvolti: questo il senso della cerimonia della consegna della lettera pastorale che, tra poco, darò ad alcuni rappresentanti della nostra comunità diocesana. In essa si trovano le indicazioni pastorali per un cammino di comunione e di fedeltà, pur nella variegata applicazione dei singoli contesti decanali e parrocchiali. Come già l’anno scorso, leggetela, approfonditela e soprattutto, vivetela come strumento di crescita spirituale. Sentiamoci uniti ed aiutiamoci vicendevolmente. Camminiamo con coraggio e umiltà nel segno della Croce. Le difficoltà e le stanchezze si superano se mettiamo tutta la nostra forza e fiducia nel Cristo crocifisso e sapremo tenere lo sguardo fisso su Colui che ha dato la sua vita accettando di farsi crocifiggere e morire per noi.La Croce è l’albero della vita che salva. È il centro della nostra vita e della nostra storia perché è lo strumento per cui tutto è salvato giacché è in vista del Crocifisso che tutto è stato fatto. Entriamo nella logica di Dio che “svuotò se stesso”, “umiliò se stesso” “divenne simile agli uomini” “fu obbediente fino alla morte e alla morte di croce”.Se vogliamo che l’opera che iniziamo sia di Dio, svuotiamoci dei nostri egoismi, della nostra superbia, del nostro agire dettato da logiche umane e materiali, della nostra autosufficienza e autoreferenza, prendiamo la croce e seguiamo Cristo, l’unica misura della nostra fedeltà e della sequela del Maestro.   Cari fratelli e sorelle,Apriamo le nostre vele al soffio  dello Spirito, inalberando l’albero della Croce. Apriamoci all’ascolto di chi ci chiede di essere saziato perché ha fame di pane materiale, ma soprattutto ha fame di Dio, ha fame di giustizia, ha fame di futuro e di speranza. Vinciamo la tentazione dell’immobilità e del vivere di routine o rinunciatario. Andiamo in Città e apriamo le porte della carità e della fraternità a quanti si sentono lontani o umiliati. Con la forza dello Spirito e con la nostra fattiva e generosa collaborazione, possiamo trasformare il deserto nel quale molti vivono in un prato verde dove tutti ritrovano dignità e gioia di vivere. Gesù ci comanda: “Voi stessi date loro da mangiare”. Signore, non abbiamo niente, ma nel tuo nome getteremo le reti.Cari, fratelli e sorelle, in questa meravigliosa ed entusiasmante avventura missionaria,  lasciamoci condurre e sostenere dalla Vergine Maria, colei che ha accolto, amato, offerto se stessa per il suo Figlio, per il bene di tutta la Chiesa e per amore anche della nostra Chiesa di Napoli. Andate nel nome del Signore! Buon Anno pastorale Dio vi benedica  e ‘A Maronna v’accumpagna!

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