IV Lectio Divina con il Cardinale Sepe

Mercoledì 29 marzo, ore 20 - Parrocchia Santa Maria dei Vergini

SEPE: Con il Primo Libro dei Re stiamo esplorando, nel ciclo della lectio divina quaresimale di quest’anno, il periodo dei discendenti di Davide. Abbiamo, infatti, prestato attenzione per tre incontri a Salomone, il re saggio, dopo il quale il regno si divise in due parti. I sovrani successivi non furono all’altezza del loro compito, perciò ebbe inizio una lenta decadenza, durante la quale sorsero grandi figure di profeti. Tra questi si staglia Elia, ricordato più volte nei Vangeli come prefigurazione di Giovanni il Battista e interlocutore di Gesù sul monte Tabor.
Come Elia è stato grande per la storia d’Israele, così anche sant’Alfonso Maria de Liguori, battezzato al fonte della chiesa parrocchiale di Santa Maria dei Vergini, lo è stato per la storia del popolo cristiano. Sull’esempio di tale nobile testimone della fede, che ci ha illuminato con la sua santità e la sua dottrina, chiediamo a sant’Alfonso e alla Madonna, che egli ha tanto amato, l’intercessione, affinché la Parola di Dio illumini la nostra esistenza guidandoci alla santificazione.
Invocazione allo Spirito Santo
DAL  TESTO BIBLICO «1 Acab riferì a Gezabele tutto quello che Elia aveva fatto e che aveva ucciso di spada tutti i profeti. 2Gezabele inviò un messaggero a Elia per dirgli: “Gli dèi mi facciano questo e anche di peggio, se domani a quest’ora non avrò reso la tua vita come la vita di uno di loro”. 3Elia, impaurito, si alzò e se ne andò per salvarsi. Giunse a Betsabea di Giuda. Lasciò là il suo servo. 4Egli s’inoltrò nel deserto una giornata di cammino e andò a sedersi sotto una ginestra. Desideroso di morire, disse: “Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri”. 5Si coricò e si addormentò sotto la ginestra. Ma ecco che un angelo lo toccò e gli disse: “Àlzati, mangia!”. 6Egli guardò e vide vicino alla sua testa una focaccia, cotta su pietre roventi, e un orcio d’acqua. Mangiò e bevve, quindi di nuovo si coricò. 7Tornò per la seconda volta l’angelo del Signore, lo toccò e gli disse: “Àlzati, mangia, perché è troppo lungo per te il cammino”. 8Si alzò, mangiò e bevve. Con la forza di quel cibo camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l’Oreb.
SEPE – Chiudiamo con le parole della dodicesima Visita di sant’Alfonso al Santissimo Sacramento: «Dio mio, che hai promesso nel Vangelo di amare chi ti ama e di fissare in lui la tua dimora, accendi in me quell’amore che da me ti aspetti per riamarmi e fare dell’anima mia il tuo cielo. Non allontanarti da me, o meglio, fa’ che io non abbia mai ad allontanarti da me. Se ti allontanai nel passato, o potrei allontanarti di nuovo, non permettere che mi capiti ancora questa sventura; io non voglio escluderti più dall’anima mia. Piuttosto la morte, Signore, se è nella tua volontà, perché, morendo unito a te, possa vivere per sempre con te». 
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