IV Stazione Quaresimale

IV Domenica di Quaresima 18 marzo 2012

Cari fratelli e sorelle,         Questa quarta Domenica di Quaresima è la Domenica della gioia, come viene sottolineato dal colore rosaceo dei paramenti e dai testi della liturgia. “Rallegrati, Gerusalemme”, è detto nell’antifona di ingresso della Messa. “Esultate e gioite, voi che eravate nella tristezza…”. Gioire, perché? Perché “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna” (Gv 3,16). È questo il gioioso annunzio, la buona novella che costituisce il cuore della Quaresima e del Vangelo. È questa l’essenza della missione che il Cristo è venuto a compiere sulla terra. L’amore di Dio ha trovato il vertice della sua manifestazione nel dono del Figlio ad una umanità debole e peccatrice.          Anche la processione penitenziale tra le vie di questo quartiere e la Stazione quaresimale, che stiamo celebrando in questo Decanato, hanno il tono della gioiosa speranza di chi, ottenuto il perdono da Dio, assapora la gioia della riconciliazione con Lui: siamo figli peccatori che sono ritornati alla casa del Padre, che ci accoglie e ci abbraccia.         Nello spirito del Giubileo per la Diocesi di Napoli e in continuazione di quanto abbiamo da esso imparato, abbiamo aperto le porte delle nostre chiese e abbiamo camminato per le strade per chiamare tutti a seguire Cristo che, con la sua morte e risurrezione, offre a tutti, nessuno escluso, il suo amore e la sua salvezza. È quanto leggiamo nel testo del Vangelo di S. Giovanni, appena ascoltato.          Nicodemo è il simbolo di quella parte di umanità che, pur vivendo nella notte della fede, si apre all’incontro con Cristo, la Parola fatta carne. Il fariseo Nicodemo accoglie le parole di Gesù e lo riconosce il Messia, il Figlio di Dio disceso dal cielo per essere innalzato sulla croce e dare a tutti la salvezza. Credere o non credere nel Figlio donato dal Padre fa la differenza decisiva per ottenere la vita eterna.         Il cammino della Quaresima è giunto alla metà del tragitto. È un percorso di conversione che la nostra Santa Madre Chiesa ogni anno ci invita a compiere; è un itinerario che ci fa prendere parte alla vita di Cristo e rinnova la nostra esistenza cristiana. Dio ci chiama, chiama tutti, anche quelli che sono lontani o hanno lo sguardo “perduto”. Il nostro è un Dio che non molla mai; che non si dà mai per vinto; che non getta la spugna. La nostra esperienza quotidiana, la nostra vita è sempre segnata da limiti: limiti nel resistere alle difficoltà e alle tentazioni; limiti nella pazienza e nel sopportare gli altri; limiti nel perdonare. Il limite per noi è quasi un punto di non ritorno, non siamo disposti a tornare indietro perché abbiamo paura di essere feriti.          Per il nostro Dio non è così, non ha limiti nell’amore e nel perdono, qualunque sia stato il nostro peccato.         La sua fedeltà nei nostri riguardi è “a prova di bomba”. La potenza, l’onnipotenza di Dio è il perdono.          Cristo ci ha redenti con il suo sangue; siamo diventati figli. Di questa verità ci dimentichiamo spesso, anzi viviamo come se fossimo ancora schiavi del male e del peccato. Ma Dio non si stanca di richiamarci, di correggerci, di accompagnarci, di perdonarci. A volte ci vogliono anni per capire quanto Dio ci ama. Egli è sempre lì, nei crocicchi della vita, ad attenderci! Noi possiamo dimenticarci di Dio; Egli non si dimentica mai di noi: se anche una madre, dice il profeta, si dimenticasse del proprio figlio, Dio non si dimenticherà mai di noi, suoi figli; ci porta per mano e ci accompagna anche quando facciamo di tutto per liberarci di lui. Egli è paziente e ci attende!          La Quaresima è un ottimo momento per sentire la nostalgia di Dio, avvicinarci a Lui e riscoprire  la bellezza del suo volto di Padre.         Maria Santissima, Madre della Speranza, ci infonda nel cuore il desiderio di incontrare il suo Figlio e di riconoscerlo Signore e Salvatore.
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