La solidarietà non va in vacanza

Appello del Cardinale Sepe per vivere il meritato tempo di riposo con intelligenza e amore.

E’ tempo di vacanze, un tempo dell’anno che cerchiamo di vivere comunque in maniera diversa rispetto alle angustie della quotidianità. Si riesce anche a percepire una dimensione diversa di noi stessi e delle nostre relazioni con gli altri, perché si è più sereni e rilassati. 
Viviamo insomma uno stato psicologico che ci permette anche di vivere momenti di silenzio durante i quali riflettiamo sui nostri comportamenti, sui nostri errori, sulle nostre debolezze, sul nostro rapporto con la fede e con Dio, sulla nostra capacità di aprirci al prossimo e ai fratelli bisognosi di aiuto.
E’ silenzio che si fa preghiera per invocare la misericordia di Dio e la protezione della Vergine. E’ silenzio che ci porta a pensare alle libertà perdute o negate; alle vite distrutte; all’infanzia tradita; ai diritti negati; alla povertà crescente; al futuro dei giovani; al dramma delle famiglie rimaste senza reddito; ai tanti padri e alle tante madri che hanno perduto il lavoro; al sacrificio delle vittime innocenti; alle donne violentate, stuprate ed uccise; allo scellerato destino di chi semina morte illudendosi di essere portatore di ricchezza e di forza; alla triste condizione dei carcerati, degli ammalati, degli anziani, dei ragazzi di strada.
Quanta solitudine! Quante persone sole! E’ importante indirizzare ad esse il nostro pensiero e le nostre preghiere, ma non basta. Dobbiamo essere capaci di dare senso e valore ai nostri pensieri e, se ci sono, alle nostre vacanze, senza domandarci dove e come.
L’ammalato, l’anziano lo possiamo ritrovare tra i nostri parenti, tra i nostri amici, tra i nostri conoscenti. Può stare in un ospedale o in ospizio, come sul pianerottolo di casa nostra; abbandonato sul marciapiede o fuori una mensa della Caritas. Portiamogli una carezza, un sorriso, un piccolo dono. Facciamo un gesto di solidarietà, di condivisione del disagio e del bisogno. Concediamoci un atto di amore, quello stesso amore che Cristo ha avuto per noi.
Auguri a tutti, perché tutti, in qualsiasi modo e anche con piccoli gesti, possiamo concorrere a realizzare una società più solidale e più giusta attraverso il primato del bene comune.

+ Cardinale Crescenzio Sepe

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