Rassegna Stampa : da ”Avvenire’ del 25 Aprile 2015

Omofobia, grimaldello di una ideologia

 
Omofobia, grimaldello di una ideologia
(l’antropologo don Fiorenzo Facchini: “La lotta contro la discriminazione gay serve a far passare una logica verso la quale ormai non si può più neppure dissentire”)
 
 
Se l’efficacia dell’opposizione alle teorie del gender si misu­rasse dal numero di volumi pubblicati in questi ultimi me­si, sarebbe facile concludere che la “buona battaglia” della differenza sessuale è a un passo dall’essere vinta. La situa­zione invece è ben più complessa. Perché il magma di teorie in cui si condensa il peggio del radicalismo femminista e del pensiero proposto dalle lobby gay non ha contagia­to soltanto alcuni filoni di pensiero, ma ha invaso il settore educativo (Strategia nazio­nale Unar), sta determinando pericolose scelte politiche (proposta di legge Scalfa­rotto), ha convinto non pochi Comuni a de­cisioni inaccettabili (via dai alcuni moduli i nomi di “padre” e “madre”). Una manovra accerchiante che configura il rischio di u­na vera e propria dittatura del pensiero u­nico. «La lotta contro l’omofobia sta diven­tando il grimaldello per diffondere e im­porre l’ideologia del genere, senza che vi sia possibilità di dissentire». Lo scrive Fiorenzo Facchini che ha cu­rato il volume Natura e cultura nella questione del genere (Edb, pp. 192, euro 18), in cui sono raccolti i contributi del seminario di stu­dio organizzato lo scorso anno a Bologna dall’Istituto Veritatis Splendor, dalla Fondazione Issper e dal Progetto culturale Cei. U­na decina di approfondimenti importanti che servono a inqua­drare “la bugia del gender” da varie prospettive. Tra gli altri Fran­cesco Botturi individua nella sindrome emozionalismo-libertari­smo- tecnoscientismo le radici della mentalità che ne hanno fa­vorito la diffusione. Carlo Cardia mette l’accento sui diritti dei mi­nori, mentre Eugenia Scabini ragiona sul modello relazione-sim­bolico dell’identità generativa per spiegare l’inopportunità delle richieste di adozione che arrivano da perso­ne omosessuali.

 
 
Di respiro più teologico un altro volume sul­l’argomento, Il mistero nuziale e le sfide del gender- Uomo e donna: è ancora possibile
 
(Cantagalli, pp.286, euro 18), scritto da Fa­brizio Meroni. Qui il punto di partenza è quella che l’autore definisce sponsalità an­tropologica, fondamento naturale ma anche dato irrinunciabile della rivelazione. Ecco perché, spiega Meroni, occorre percepire «la gravità antropologica degli attacchi che l’i­deologia del gender muove alla nostra inte­grità umana». Non solo teoria eticamente criticabile quindi, ma anche offesa al corpo «luogo esistenziale dove la differenza ses­suale è chiamata a vivere il suo senso unitivo di relazioni feconde e liberanti».
 
Luciano Moia
 
 
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