Liturgia De Geronimo Francesco

LITURGIA

S. Messa

Comune dei pastori [5-7 . per i pastori]

COLLETTA
O Dio, luce e pastore dei credenti,
che hai chiamato san Francesco De Geronimo,
a illuminare la comunità cristiana con la parola
e a formarla con la testimonianza della vita,
fa’ che custodiamo la fede che ci ha insegnato
e seguiamo la via che ha tracciato con l’esempio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Liturgia delle Ore

Dal Comune dei pastori o dei santi religiosi (salmodia dal giorno del salterio).

Ufficio delle letture

SECONDA LETTURA
Dai <> di san Francesco De Geronimo, sacerdote
[Archivio dei Gesuiti, Grottaglie]

Dobbiamo spesso meditare la passione di Gesù Cristo
La meditazione della Passione muove le anime all’amore delle sante virtù e all’odio dei vizi, perché nella passione tutte le virtù furono praticate da Cristo come Maestro. Ivi l’umiltà, la massima che sia possibile a un Dio: Umilio se stesso (Fil 2,8); or quale uomo superbo, vedendo un Dio tanto umiliato, non si vorrà umiliare, se si mette a considerare le lezioni di umiltà che gli dà Cristo? E perciò Cristo disse: Imparate da me, che sono mansueto ed umile di cuore (Mt 11, 29).
Ivi si vede la pazienza in cose tanto amare e dolorose che eccedono ogni amarezza e pena patibile; e lui come un agnello che sta muto dinanzi a colui che lo tosa, non aprì la sua bocca (Is 53,7). Egli tacque: or chi non imparerà ad avere pazienza nelle cose minori, se un Dio in cose sì grandi soffre con tanta pazienza?
Ivi si scorge la sua grande carità, perché solo per carità patì, affine di liberar noi dai tormenti eterni; ora nessuno ha carità più grande di colui che dà la vita per i suoi amici (Gv 15, 13); chi dunque non compatirà il prossimo e non gli darà aiuto, potendo, massimamente ai poveri?
Ivi la mansuetudine, mentre non solo Cristo non si vendica, ma perdona pregando: Padre, perdona loro; chi avrà cuore così crudele da non perdonare a chi lo offese?
La meditazione della Passione inoltre accende nel cuore due amori. Il primo, verso questo amoroso e tormentato Signore, che per solo amore verso di noi si sottomise volontariamente alle grandissime ignominie e pene che tollerò nella sua Passione. Se il non far conto di pena alcuna per l’amato è segno certissimo di amore, devi concludere che l’amore portato a noi da Cristo sia stato non grande, ma massimo, inarrivabile, infinito, per essersi sottoposto per nostro amore alle massime pene e ai massimi tormenti che hanno superato tutti quelli dei martiri. E se amore si paga con amore, devi accenderti, quanto più si può, a corrispondere a tanto amore, acciocchè per l’avvenire non abbia ardire di far cosa indegna di sì eccessiva carità.
Il secondo amore che devi accendere nel tuo cuore è un tenero affetto verso la Passione di Gesù, in modo che ogni giorno consideri le acerbe pene tollerate con tanto amore da Cristo per noi.
Senti dunque l’amore per Gesù e rifletti fra te stesso che cosa devi correggere nella tua vita, che cosa devi aggiungere, che cosa vincere.

RESPONSORIO 1Cor 2,1-2; 2Cor 12,15
R. Non mi sono presentato ad annunciarvi il mistero di Dio con sublimità di parola o di sapienza. * Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo e questi crocifisso, alleluia.
V. Mi prodigherò volentieri, anzi consumerò me stesso per le vostre anime.
R. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo e questi crocifisso, alleluia.

ORAZIONE
O Dio, luce e pastore dei credenti, che hai chiamato san Francesco De Geronimo, a illuminare la comunità cristiana con la parola e a formarla con la testimonianza della vita, fa che custodiamo la fece che ci ha insegnato e seguiamo la via che tracciato con l’esempio. Per il nostro Signore.

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