Mercoledì delle Ceneri

-Omelia del Cardinale Sepe

Fratelli e sorelle,
         La celebrazione di oggi ci apre al tempo forte e favorevole della Quaresima, occasione propizia per riconoscere, con umiltà e sincerità, le nostre insufficienze nel corrispondere all’amore del Signore e per incamminarci verso una vita pienamente rinnovata e convertita: “convertitevi e credete al Vangelo” e “lasciatevi riconciliare con Dio”. “Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza”. È l’oggi della grazia divina che ci viene da Cristo che è morto per tutti noi.
         Il Signore oggi ci invita ad andare con lui nel deserto per vivere insieme con lui il cammino verso la Pasqua di Risurrezione, per dare senso e pienezza alla nostra esistenza umana e cristiana. Questo invito è rivolto a tutti, senza esclusione di età e senza privilegi per alcuna delle classi e degli ordini di vita. È un cammino comunitario di tutta la Chiesa, di tutti gli uomini che desiderano cambiare vita.
         Nella prima lettura, Dio nostro Padre prende l’iniziativa, attraverso il profeta Gioele, a far ritorno a lui, quasi un accorato invito di amore e di sofferenza per la lontananza da lui e dalla sua vita. Si tratta di un ritorno d’amore reale e concreto, di una richiesta di perdono sincero e profondo.      S. Paolo, ne è esempio e testimone: la sua vita ci assicura che anche nei peccatori più duri, quelli che seminano violenza e morte o spargono veleni di odio e di falsità, è possibile la trasformazione del cuore e il cambiamento della vita ad opera dell’amore misericordioso di Dio.
         È Cristo che lavora in noi e con noi e il suo Santo Spirito ci abilita ad accogliere il dono della vita nuova; è questo il senso vero e profondo del digiuno: liberarci da tutto ciò che materialmente appesantisce e condiziona il nostro agire chiudendoci nelle gabbie dell’egoismo che mette il proprio io al di sopra di tutto e di tutti. Ci si ingrassa nutrendosi solo del male fatto agli altri e si vive come se Dio non esistesse. Ma questa vita piena, solo di sé, porta alla morte, anche se si cerca furbescamente di apparire giusti e pii davanti agli uomini. Chi non digiuna si priva del coraggio di aprirsi agli altri, entrare in comunione con il prossimo, donarsi a quanti sono nel bisogno e chiedono aiuto. Il digiuno è via per incontrare Dio attraverso l’impegno ad agire per il bene di tutti e a rendere più umana e giusta la convivenza civile. Colui che digiuna intende progettarsi come l’uomo nuovo in grado di farsi fratello e custode di ogni uomo, alimentando l’amore di Cristo. Il digiuno cristiano, infatti, viene realmente realizzato quando si condivide con gli altri la propria ricchezza. Così nella pratica dell’astinenza del venerdì e nei giorni voluti dalla legge della Chiesa per il digiuno (Mercoledì delle Ceneri e Venerdì Santo), il precetto ecclesiastico si compie allorquando ciò che si spende di meno in quel giorno per la propria alimentazione viene destinato ai poveri e agli ultimi, sul cui volto continua a risplendere il volto di Cristo.
         Il digiuno, in realtà, è conseguenza di quella preghiera di pentimento, dello “spirito contrito”, del “cuore affranto” che ci porta ad offrire il sacrificio gradito a Dio. Perciò la nostra accorata preghiera oggi ci fa implorare “pietà di me secondo la tua bontà nella tua immensa misericordia cancella il mio peccato”. Deponiamo davanti al Signore il peso delle nostre colpe, dei nostri peccati, tutte le brutture e le sporcizie dei nostri cuori e delle nostre volontà e ritroveremo la santità perduta. Dal riconoscimento dei nostri peccati, dalla “confessione” del male compiuto, come ha fatto S. Paolo, noi riceviamo da Dio il “cuore nuovo”, diventiamo nuove creature in Cristo.
         All’inizio del nostro cammino quaresimale, con il segno delle ceneri sul nostro capo, chiediamo a Maria SS.ma, l’umile serva del Signore, di proteggerci e rinforzarci nella speranza di poter incontrare il suo Figlio divino e partecipare alla sua Risurrezione.
         Prima di concludere vorrei rivolgere un accorato appello a tutti i credenti affinché in questo momento difficile e delicato della nostra santa Chiesa Cattolica, si riuniscano in preghiera per il nostro Santo Padre che, con coraggio evangelico e profondo senso di responsabilità , ha rinunciato al suo ministero petrino.
                   Dio ci benedica tutti e

                   ‘A Maronna V’accumpagna

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