Messa all’ipermercato

L'iniziativa della parrocchia di Ponte di Nona (Roma)


«Attenzione, avvisiamo i signori clienti che alle 11,30 nella sala uno del cinema verrà celebrata la santa Messa»: domenica mattina, l’annuncio risuona come un jingle dagli altoparlanti del centro commerciale Roma Est, 210 negozi e settemila posti auto all’estrema periferia orientale della città. E, all’ora promessa, all’ingresso del multisala ecco due seminaristi, il romano Sergio e Javier, spagnolo di Saragozza, che giocano con i bambini aspettando i fedeli. «Il celebrante? È in sala, sta confessando, fra poco iniziamo ».

La prima, a memoria di fedele e di peccatore, messa cattolica mai celebrata in un centro commerciale ha come sfondo le morbide poltroncine rosse del cinema Vis Pathè: fra le file i fedeli cercheranno più tardi, non senza difficoltà, di inginocchiarsi al momento dell’elevazione.
I passi dei partecipanti, una novantina — pochi ragazzi, tanti anziani e parecchie famiglie con bambini — li assorbe la moquette scura che arriva fin sotto lo schermo, su cui per l’occasione spicca un’immagine a tutta grandezza del volto del Cristo del duomo di Monreale. Un tavolino basso e quadrato fa da altare, con una tovaglietta bianca, un piccolo crocefisso e un cero rosso di plastica come — spartanissimi — arredi sacri. Crocefisso, cero e tovaglietta erano stati portati di primo mattino in un carrello da spesa del centro commerciale, tanto per restare in tema, dai seminaristi del Seminario romano maggiore che in questi giorni aiutano i sacerdoti della parrocchia locale, la «Beata Teresa di Calcutta» di Ponte di Nona, nella Missione popolare che durerà fino al prossimo 5 ottobre.

La messa tra jeans in offerta e hamburger è stata celebrata da don Paolo Lojudice, uno dei direttori spirituali del Seminario: «Vogliamo dire anche a chi viene qui a fare shopping che sì, la loro vita, come quella di tutti noi, è caotica, andiamo tutti di corsa, ma si può sempre restare in contatto con l’Altissimo, ovunque. Ecco, magari per un laico la messa qui può essere un servizio in più offerto ai clienti, per noi è un segnale, un invito». E aggiunge don Fabio Corona, parroco di zona: «In fondo anche san Paolo e san Pietro quando andavano nelle piazze a predicare facevano quello che stiamo facendo noi. Le piazze oggi sono i centri commerciali».

La messa al cinema sarà replicata solo domenica prossima. Ma a don Fabio piacerebbe farne un appuntamento fisso: «Stiamo valutando… È un esperimento, anche per il resto d’Italia. Vedremo come andrà e magari ne riparleremo con la direzione del centro commerciale, finora molto disponibile ». Intanto la messa volge al termine, il coro formato da tre ragazze, una chitarra e il flauto traverso suonato dal seminarista Sergio ce la mettono tutta, qualche curioso si affaccia e resta sulla porta. Quando tutto finisce è l’una passata, fuori le famiglie affollano i ristoranti, un occhio ai carrelli già pieni, e i negozi si svuotano. Gesù cacciò i mercanti dal tempio, duemila anni dopo i suoi sacerdoti ne escono per andare al mercato: le pecorelle smarrite, in fondo, possono pascolare anche in un ipermercato.
Ester Palma (Dal Corriere della Sera)
29 settembre 2008

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