Messa del Crisma

-in allegato l'Omelia del Cardinale Sepe

Cari fratelli e sorelle,
   Carissimi sacerdoti.
         “Il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai poveri”.
         La solenne celebrazione di questa Messa del Crisma ci vede riuniti in questa Chiesa Cattedrale per rendere grazie al nostro Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo il quale ha voluto consacrarci col dono del sacerdozio comune a tutti i fedeli e di quello presbiterale elargito ad alcuni di noi, perché fossimo assimilati a lui che ci manda a portare il suo lieto annunzio al mondo intero.
         La preghiera di Isaia, proclamata nella prima lettura, è fatta propria da Gesù nella sinagoga del suo villaggio, Nazareth, e inaugura la sua predicazione pubblica. Per alcuni, il discorso di Gesù a Nazareth ha la stessa importanza del discorso della montagna, perché costituisce il programma inaugurale del Regno di Dio che Gesù vuole attuare nella storia e per il quale egli è stato inviato dal Padre e consacrato nello Spirito. L’atto fondamentale è quello dell’ “evangelo” dei poveri: proclamare, quindi, il grande giubileo della liberazione, della pace e della gioia. Per realizzare questo programma è stato consacrato: essere segno della presenza di Dio nel suo “unto – Messia”.
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