Ordinazioni Presbiteriali

“Io sono il Buon Pastore … Ho altre pecore che non provengono da questo recinto; anche quelle io devo guidare.” (Gv 10,10)Care Eccellenze, sacerdoti, diaconi, seminaristi;Cari fedeli tutti   Cristo, il Figlio di Dio fattosi uomo, si identifica nell’immagine del buon pastore (autentico – kalòs) per insegnarci che la sua missione è quella di riunire tutti gli uomini in un solo gregge e condurli alla salvezza, mediante il dono della sua vita. Egli è il vero Messia, in contrapposizione a tutti i falsi messianismi di ieri e di oggi.Come pastore, egli ci nutre con la sua Parola, con la dottrina della Verità e ci conduce per i pascoli fecondi e vasti, dove ognuno può trovare nutrimento. Prima di ritornare al Padre, Egli ci ha promesso che sarà con noi fino alla fine dei secoli e ha lasciato alla sua Chiesa, che non è una impresa umana, il compito di pascolare gli uomini che vivono in ogni parte del mondo.In obbedienza a questo mandato, la Chiesa di Napoli, tramite il suo Vescovo, conferisce l’ordinazione presbiterale a questi suoi nove figli e li manda come pastori a pascolare il popolo di Dio: Ciro, Giorgio, Lorenzo, Aldo, Marco, Francesco, Giovanni, Fulvio, Vincenzo: tra poco vi consacrerò sacerdoti di Cristo e vi manderò a pascolare il gregge che vi sarà affidato.Vi siete preparati a questa eccelsa missione con fedele, generosa e libera adesione alla volontà di Cristo che vi ha chiamati per nome: avete ascoltato la sua voce e ora lo volete seguire per sempre e senza condizioni, consapevoli che Lui, il Buon Pastore, non vi lascerà mai soli. Egli, vi assicuro che è sempre con voi e in voi perché vuole continuare, attraverso voi, la sua opera salvifica.Questa missione sacerdotale, come ben sapete, non è facile, come non è stata facile quella dello stesso Maestro: vi mando, ha detto, come pecore in mezzo ai lupi! Anche oggi, la missione della Chiesa e la vita della comunità cristiana devono affrontare delle sfide che ricadono su di voi come pastori e possono rendere particolarmente gravoso il vostro ministero. Questo ministero, infatti, se vuole essere incarnato, non può prescindere dal contesto sociale, culturale e antropologico nel quale vive l’uomo di oggi. In verità, la realtà nella quale viviamo, ci rende tutti coinvolti; tutti ne facciamo parte, nessuno escluso, anche perché le dinamiche sociali e le tendenze culturali di fatto incidono su di noi, in ordine sia alla nostra vita personale, sia alla fede e all’esperienza ecclesiale, sia al ministero pastorale che svolgiamo. Ma qual è la principale sfida che il mondo contemporaneo ci pone? È la dittatura dell’ “io”. La prospettiva che domina oggi, infatti, è l’utilitarismo che porta a strumentalizzare tutti e a mercificare tutto. L’egocentrismo, che è l’atteggiamento di chi pone se stesso al centro e al di sopra di ogni cosa, è la causa di tutti i mali della nostra società. L’ “io” è diventato il “dio” al quale molti offrono sacrifici che “puzzano” di violenza, di ingiustizia, di sangue, di morte.Di fronte a questo male, diffuso dappertutto, il sacerdote di Cristo deve annunziare e testimoniare il Vangelo della carità, della solidarietà, del donarsi agli altri, della fraternità e della comunione. Ma dobbiamo cominciare da ciascuno di noi, persuasi che il fattore determinante della nostra vita e della nostra identità sacerdotale è essere dono per gli altri, è vivere realmente e generosamente la nostra comunione presbiterale.Tutto questo sarà possibile se sapremo custodire il dono che lo Spirito ci darà tra poco, al momento dell’ordinazione. È solo in Cristo Gesù, che è la fonte del nostro sacerdozio, che diventa possibile vivere la fraternità ed è realizzabile la nostra identità: uscire dal nostro io, che causa solitudine, e aprirci a Dio e ai fratelli . Di questo, cari Ordinandi, dobbiamo essere consapevoli non solo oggi, ma sempre, tutti i giorni della nostra vita, contrastando in modo cosciente e responsabile quell’agire diabolico, che può serpeggiare anche tra le nostre file, e che disgrega, divide e separa, impedendo di essere seminatori di vita; di essere autentici sacerdoti di Cristo; di essere Chiesa missionaria. La nostra gente conosce un solo linguaggio: quello dell’amore. Nella nostra vita ecclesiale, nei nostri rapporti, nelle fatiche pastorali dobbiamo sempre usare il linguaggio della carità e della comunione, l’unico che comunica la verità di Dio e dell’uomo.Nella carità e nella comunione, che il sacramento costituisce tra noi sacerdoti, vogliamo percorrere insieme i sentieri che lo Spirito di Dio ci suggerisce per essere pastori secondo il cuore di Cristo.Maria SS.ma, Madre della Chiesa e dei sacerdoti, vi custodisca col suo amore materno, protegga il vostro sacerdozio, e vi doni la gioia e la fierezza di essere sacerdoti del suo Figlio Sacerdote.Dio vi benedica e‘A Maronna v’accumpagna!
 
 
Sono stati ordinati Presbiteri:

don Ciro Alario
prima Messa: Mercoledì 29 aprlie, ore 19.00 – Parrocchia S.Maria del Carmine, Piazza Luigi Palomba 18, Torre del Greco

don Giorgio Fabbro
prima Messa: Lunedì 27 aprile, ore 19.00 . Parrocchia S.Maria del Soccorso, corso Amedeo di Savoia 206, Napoli

don Lorenzo Fedele
prima Messa: Martedì 28 aprile, ore 19.00 – Parrocchia S.Maria della Salute, via Salvo D’Acquisto 6, Napoli

don Aldo Landolfi
prima Messa: Domenica 3 maggio, ore 18.30 – Parrocchia Spirito Santo, via Piave 4, Marano di Napoli

don Marco Matteo
prima Messa: Lunedì 4 maggio, ore 18.30 – Parrocchia SS. Crocifisso e S.Rita, via Scipione Rovito 21, Napoli

don Francesco Padulano
prima Messa: Venerdì 1 maggio, ore 19.00 – Parrocchia Nostra Signora del Sacro Cuore, via Vincenzo Scala 25, Napoli

don Giovanni Sannino
prima Messa: Martedì 5 maggio, ore 18.30 – Parrocchia Santa Croce, Via Principe di Napoli 11, Napoli-Ponticelli

don Fulvio Stanco
prima Messa: Giovedì 30 aprile, ore 19.00 – Parrocchia Ave Gratia Plena (Santuario di S.Anna), corso Sirena 272, Napoli-Barra

don Vincenzo Vitiello
prima Messa: Mercoledì 6 maggio, ore 19.00 – Basilica di Santa Croce, piazza Santa Croce 1, Torre del Greco

Crescenzio Card. Sepe
Arcivescovo Metropolita di Napoli
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