Ore 9:22 si ripete il Prodigio di San Gennaro

-in allegato l'Omelia del Cardinale Crescenzio Sepe

Cari fratelli nell’Episcopato e nel Presbiterato
Distinte Autorità civili, politiche e militari
Cari fratelli e sorelle tuttiÈ con profonda commozione e sentita gioia che vi invito a rendere grazie a Dio, ricco di amore e di misericordia, il quale, anche quest’anno, ha voluto manifestare la sua paterna benevolenza nei nostri riguardi, rinnovando il prodigio della liquefazione del sangue del nostro amato e venerato patrono, S. Gennaro.
Si uniscono a noi, in questo rendimento di grazie, le numerose chiese, comunità e associazioni che, nel mondo intero, venerano il martire Gennaro, come pure quanti, provenienti da diverse parti d’Italia e del mondo, partecipano a questa solenne liturgia: il Vescovo di Albano, S.E. Mons. Marcello Semeraro; il Vescovo di San Marino – Montefeltro, S.E. Mons. Luigi Negri; il Vescovo di Idiofa (Congo) S. E. Mons. Moko Ekanga; i Sacerdoti del Collegio Brasiliano di Roma, Mons. Hilary Franco, parroco a New York,  la Comunità di Teramo, in Abruzzo ; tutti insieme per lodare il Signore e venerare colui che, per amore a Cristo, ha sparso per lui il suo sangue. Da quel giorno del martirio, avvenuto più di millesettecento anni fa (circa l’anno 305), questo sangue è diventato segno e testimonianza di quella verità di Cristo per la quale chi dona la sua vita per lui la riacquisterà per la vita eterna. Il martirio di Gennaro, come di tutti i martiri, è allora conferma e consacrazione della verità che la vita non finisce con la morte ma, come Cristo, il Re dei martiri ci ha mostrato, è destinata alla risurrezione, alla vita eterna.

 
condividi su