Pace in tutte le Terre – Marcia per la Pace

-l'Omelia del Cardinale Sepe

GIORNATA MONDIALE DELLA PACE 2014MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIOCattedrale, 1 Gennaio Cari Fratelli e Sorelle,Oggi celebriamo l’inizio del nuovo anno con una liturgia ricca e solenne perché festeggiamo la solennità della Maternità di Maria, la circoncisione e l’imposizione del nome di Gesù, la Giornata Mondiale della Pace.La festa di Maria, la Madre di Dio o, come la chiamano in Oriente, la Theotocos, ci è presentata nel passo del Vangelo di Luca, che abbiamo appena ascoltato, nel quale viene sottolineata la reazione della Madonna alla nascita miracolosa del Figlio Gesù: Maria da parte sua custodiva tutte queste cose meritandole nel suo cuore (Lc 2,19).Nella seconda lettura, tratta della lettera di San Paolo ai Galati, poi, il tema mariano è suggerito dalla menzione di quello che viene considerato il più antico riferimento (50 anni circa dopo Cristo) che si fa a Maria in tutto il Nuovo Testamento: nato da donna, nato sotto la legge (Gal 4,4).Infine, la celebre benedizione di Aronne (1^ lettura, Num 6, 24-26) è stata scelta dalla liturgia perché costituisce un magnifico e rassicurante augurio per il nuovo anno. Come accadeva al popolo di Israele nell’Antico Testamento, così avviene per coloro che sono seguaci di Gesù, i quali troveranno benedizione nel suo nome, che significa “Dio salva”.Maria, generando e dando alla luce Gesù il Cristo, Figlio di Dio, ha anche donato un volto umano alla pace di Dio. Egli, infatti, è venuto per donarci la sua pace, riconciliandoci con Dio e tra di noi. Nel suo corpo, offerto e innalzato sulla Croce, ha distrutto l’odio e la divisione, facendo di noi un solo popolo, una sola famiglia, la famiglia di Dio nella quale si dovrebbe vivere come fratelli e sorelle, senza distinzione e senza contrapposizione, causate dalla differenza di cultura o lingua o condizione sociale.Scrive l’apostolo Paolo: Egli ( il Cristo) è la nostra pace, colui che dei due ha fatto una cosa sola, abbattendo il muro di separazione che li divideva, cioè l’inimicizia, per mezzo della sua carne (Ef 2,14).Maria, dunque, essendo la Madre di Gesù, che è il principe della pace, è anche Madre della Pace; ha partorito la pace sulla nostra terra.Ma molti, ieri come oggi, non hanno accolto questa pace perché non hanno accolto il Vangelo della Pace del Cristo. In tante parti del mondo, la pace è ancora una casa da costruire. L’abbiamo costatato dalle testimonianze di alcuni nostri fratelli provenienti da paesi dove regna la guerra, la discordia, il terrorismo; come pure dai cartelli con il nome delle Nazioni in cui non c’è pace e concordia.         La nostra marcia della pace è stata fatta, come negli anni scorsi, proprio per ricordare i Paesi in guerra. Purtroppo, sono ancora troppe le Nazioni nelle quali sussistono le cause delle guerre, dove sono lesi i diritti umani fondamentali, soprattutto il diritto alla vita e alla libertà di religione. Alle guerre fatte di scontri armati, poi, si aggiungono guerre meno visibili, ma non meno crudeli, che si combattono in campo economico e finanziario con mezzi altrettanto distruttivi di vite, di famiglie, di imprese. Esistono, inoltre, situazioni di povertà e di ingiustizia che presentano una profonda carenza di fraternità, ma anche l’assenza di una cultura della solidarietà.Queste ideologie, caratterizzate da diffuso individualismo, egocentrismo e consumismo materialistico, indeboliscono i rapporti tra le persone, le nazioni e i popoli, inducendo al disprezzo e all’abbandono dei più deboli e causando prepotenza e sopraffazione. È Caino che si scaglia contro suo fratello e lo uccide! Non riconoscendo un Padre comune, la fraternità tra gli uomini si trasforma in discordia e violenza: l’altro non è più il “prossimo” di cui ci si deve prendere cura, ma il nemico da eliminare, in realtà, è l’egoismo che è alla base di tante guerre e tante ingiustizie, per cui molti uomini e donne muoiono per mano di fratelli e sorelle che non sanno riconoscersi tali, cioè come essere fatti per la reciprocità, per la comunione e per il dono.In questa 47^ Giornata Mondiale per la pace, dobbiamo riscoprire la nostra vera identità di uomini e di cristiani chiamati a vivere, con impegno e responsabilità, la fraternità aperta all’altro che va accolto e amato come figlio o figlia di Dio, come fratello o sorella, non come un estraneo, tanto meno come un antagonista o addirittura come un nemico. Nella famiglia di Dio siamo tutti figli dello stesso Padre, perché tutti innestati in Cristo, figli nel Figlio, con uguale dignità.Desidero ringraziare quanti hanno promosso e organizzato la marcia della pace, a iniziare dalla Comunità di Sant’Egidio e dagli uffici della nostra Curia, come pure tutti voi, Associazioni, movimenti, sindacati che avete partecipato alla “marcia”: anche così si costruisce la pace tra noi e nel mondo, testimoniando che la fraternità è il vero fondamento e la via sicura per la pace.         Dio benedica i vostri propositi e ricompensi il vostro impegno.         Buon Anno nuovo         ‘A Maronna v’accumpagna.
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