Patto per la Terra dei Fuochi

Illustri Autorità,
Signore e Signori,
Ringrazio il dott. Donato Cafagna per la cortesia di invitarmi a questo importante incontro e prendo con piacere la parola, perché come Vescovo di Napoli e Presidente della Conferenza dei Vescovi della Campania avverto il dovere morale di condividere le ansie e le sofferenze di quanti sono costretti a subire e a soffrire per l’altrui spregiudicatezza e violenza che, nel nostro caso, è vero attentato alla vita e alla salute dei cittadini.
Non è la prima volta, peraltro, che mi occupo di un problema triste, complesso e grave come è quello dei rifiuti. Già nel 2008 tenemmo una Veglia nella Chiesa Cattedrale per la penosa situazione in cui era caduta la Città di Napoli, sommersa da cumuli di rifiuti e commiserata dal mondo intero.
Ma è tutta la Chiesa che ha più volte fatto sentire la sua voce di denuncia, di condanna e di sollecitazione attraverso il documento dei Vescovi della Campania su una più diffusa questione rifiuti, in quello stesso anno, e attraverso l’ ulteriore documento dei Vescovi della Terra dei Fuochi sui roghi tossici, lo scorso anno, nonché attraverso l’impegno particolare e coraggioso di don Patriciello, che si è fatto paladino di una realtà pericolosa e dolorosa.
Confesso che sento disagio, sofferenza e umiliazione che provano tante comunità e moltissimi cittadini di queste nostre martoriate terre.
Avverto i limiti pure della stessa indignazione, che ormai non basta e non serve, perché non riesce a smuovere le coscienze, le menti e la mano di chi si lascia guidare dall’egoismo, dall’arroganza e dalla protervia, per cui anche la speranza rischia di finire sommersa da cumuli di rifiuti o sotterrata e coperta da roghi tossici, nell’indifferenza di chi si sente estraneo o lontano dal problema.
Intanto, le patologie aumentano e la gente muore, come ci dicono le indagini e le statistiche. Prevalgono interesse e tornaconto personali. Per i delinquenti che si macchiano di crimini contro l’ambiente, contro la natura e contro l’integrità fisica di tutti non ci sono freni, perché accecati dal demone dell’arricchimento. Neppure il diritto sacrosanto alla salute e alla vita  dei figli, delle mogli e dei genitori costituisce motivo di scrupolo e di rimorso.
Ma verrà il giorno del giudizio anche per loro che si macchiano di colpe gravissime di fronte alla legge e di fronte a Dio, perché enormi sono i danni che essi arrecano all’uomo e alla società.
Contro questa forma di barbarie ci sentiamo impegnati, come Chiesa, a lottare, con tutti gli uomini di buona volontà, affinché il nostro territorio recuperi la sua bellezza tradita e mortificata, perché esso diventi la casa di tutti ed espressione del bene comune.
Per questo il mio invito ad usciare dalla sacrestie e a stare tra la gente perché siamo parte della comunità e non dobbiamo avere difficoltà a sporcarci le mani per difendere, con senso civico, i valori e i diritti di tutti, per formare coscienze responsabili e attente alla vita sociale.
Vogliamo una Chiesa a servizio della Città, perché Cristo è venuto per consentire all’uomo di camminare con dignità verso il futuro, nella pienezza della vita. D’altra parte, la vera fede cristiana deve essere tradotta in concretezza di vita, per cui la retta fede va sempre coniugata con il retto agire.
Non c’è alcunché di confessionale in queste considerazioni, ma c’è solo il riemergere del tema della responsabilità che investe tutti e non solo l’altro o il nostro vicino, perché, come ho detto nell’ultima Lettera Pastorale “Canta e cammina”, tutti saremo responsabili se non sapremo ascoltare il grido di dolore che viene dalla nostra gente e se non riusciremo ad acquisire una sensibilità più viva per gli interessi generali della collettività.
Maggiore senso civico, dunque, che significa anche pieno senso del dovere, impegno contro le illegalità e la delinquenza, determinazione e concretezza decisionale, rapidità nelle scelte.
Ben venga, pertanto, il Patto per la Terra dei Fuochi, che costituisce un atto di responsabilità e una modalità per concorrere sinergicamente alla individuazione di iniziative operative condivise, per contrastare il grave fenomeno e sanare territori distrutti da rifiuti e roghi tossici, a danno delle persone, dell’ambiente, dell’agricoltura e dell’economia, ma anche per bloccare e punire severamente quanti si macchiano di questi reati.
Bisogna fare presto e bene. Su questo fronte non si può perdere altro tempo. La gente continua a soffrire e a morire e la morte anche di una sola persona ancora è una imperdonabile sconfitta per l’intera società.
La Chiesa, nell’ambito della sua azione pastorale, è pronta a stare accanto alle Istituzioni, per difendere i diritti della gente e sostenere chi soffre, per svolgere quell’azione educativa che è fondamentale nella formazione di nuovi stili di vita e nella costruzione del futuro.
 
11 Luglio 2013 Centro Direzionale, isola C3
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