Prima Lectio Divina del Cardinale Sepe

“La Chiesa di Napoli, attraverso le sue comunità parrocchiali e le diverse espressioni della sua presenza nel territorio, deve impegnarsi sempre più a farsi prossima ai fratelli che vengono da lontano”.
Lo ha sottolineato il Cardinale Crescenzio Sepe  a Marano, presso la Parrocchia San Ludovico d’Angiò, durante la prima Lectio Divina quaresimale, aggiungendo poi che “molte volte sono cristiani come noi, sono nostri fratelli in Cristo attraverso il Battesimo. Altre volte non condividono la nostra fede, ma sono tuttavia esseri umani e, come tali, hanno diritto a vivere dignitosamente. Non dobbiamo guardare in essi il colore della pelle o l’appartenenza religiosa, ma soltanto un fratello o una sorella che ha bisogno della solidarietà amorevole di chi sa amare l’altro come se stesso”.
 “Inoltre, ha proseguito l’Arcivescovo, non basta soccorrere le pur importanti ed evidenti ferite materiali, ma saper andare anche oltre, per curare le ferite interiori di chi si sente abbandonato da Dio, lontano da lui perché non risponde e sembra sordo alle richieste d’aiuto. È bello fare questo se ci accorgiamo di avere accanto chi è piagato e vede che ci chiniamo su di lui senza attendere la sua richiesta d’aiuto. Gesù c’insegna a farci prossimi, non ad aspettare la richiesta del povero. Dovremmo essere noi com’è stata Rut per Noemi: un sollievo, una consolazione, “acqua fresca” quando la “gola è secca” per il troppo gridare al Signore. In tal modo, potremo essere noi quegli strumenti di cui il Signore si serve per rispondere a chi lo invoca ma non si sente ascoltato ed esaudito”.
Il ciclo della lectio divina quaresimale di quest’anno si concentra sul Libro di Rut, il più piccolo dei libri storici che troviamo nell’Antico Testamento. Sono appena quattro capitoli, dove si narra la storia di una donna, una straniera, la cui vicenda si svolge all’epoca dei Giudici d’Israele.
Perché raccontare la storia di questa donna, per di più straniera? Occorrerà attendere la fine di questa Quaresima per saperlo. Per il momento, è più utile dire che il libro fa parte dei cosiddetti “cinque rotoli”, le Meghillòt, che si leggono nelle principali feste dell’anno liturgico ebraico. Rut si legge nella Festa delle Settimane, ossia la Pentecoste. È un racconto breve, nel quale vi è un senso profondo dell’azione provvidenziale di Dio.Il calendario degli altri incontri:
Mercoledì 19 marzo – Boscotrecase.  Parrocchia Sant’Anna. Testo: Rut 2, 1-18: Rut, la spigolatrice, nei campi di Booz.
Mercoledì 26 marzo – Napoli.  Parrocchia SS. Annnunziata Maggiore. Testo: Rut 3, 1-18: Rut e Booz, l’incontro decisivo.
Mercoledì 2 aprile – Villaricca. Parrocchia San Francesco d’Assisi. Testo: Rut 4, 1-12: Il riscatto di Rut.
Mercoledì 9 aprile – Scampia. Parrocchia San Giuseppe Moscati. Testo: Rut 4, 13-22: Le nozze di Booz con Rut. 


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