PRIMO DEI “DIALOGHI DEI GIOVANI” CON DON MIMMO BATTAGLIA

Presenti oltre cinquecento giovani e tantissimi preti all'incontro promosso dalla Pastorale giovanile e vocazionale

Circa cinquecento giovani, provenienti da diverse realtà del territorio napoletano, hanno riempito lo spazio dell’ascolto e del confronto lo scorso 26 gennaio, dando vita sul Vesuvio al primo appuntamento dei «Dialoghi con don Mimmo Battaglia e i giovani», promosso dalla Pastorale giovanile e vocazionale dell’Arcidiocesi di Napoli.

Accompagnati da sacerdoti, religiosi ed educatori, i giovani hanno animato un incontro intenso e partecipato, che ha reso visibile e concreta l’immagine di una Chiesa viva, giovane e in cammino, capace di parlare al cuore delle nuove generazioni e di lasciarsi interrogare dalle loro domande.

La parrocchia Sant’Antonio di Padova di Trecase si è trasformata in un vero e proprio cenacolo di gioia, ascolto e fraternità. Fin dai primi istanti si è respirata un’atmosfera di festa: i canti di accoglienza hanno dato avvio alla serata, coinvolgendo tutti in un’unica voce capace di esprimere entusiasmo, gratitudine e desiderio di incontro.

Al centro dell’incontro c’è stato lo scambio diretto tra i giovani e il nostro arcivescovo, don Mimmo Battaglia: un dialogo autentico, vero, senza barriere né formalismi. Guardando negli occhi quella moltitudine di giovani e percependone la gioia, l’arcivescovo ha scelto di partire dall’ascolto delle loro voci. Un segno forte di una Chiesa che non parla solo “ai” giovani, ma che parla “con” i giovani.

Prima di entrare nel confronto, tutti sono stati invitati a mettersi in ascolto della Parola di Dio. Don Mimmo Battaglia ha proposto una breve sosta sul brano della chiamata di Pietro (cf. Lc 5,1-11): una pagina di Vangelo conosciuta, ma sempre capace di interrogare il cuore. Il silenzio che si è creato in chiesa è stato intenso e carico di significato: centinaia di giovani raccolti, attenti, desiderosi di lasciarsi provocare dalla Parola.

Subito dopo, l’arcivescovo ha invitato chi lo desiderava a condividere ciò che più lo aveva colpito del brano. È emersa così la ricchezza di una generazione che pensa, cerca, si interroga e desidera vivere una fede autentica. Parole semplici e profonde hanno preso voce: Sabrina ha condiviso la bellezza del “lasciare tutto”; Giuseppe si è chiesto come essere “pescatori di uomini” in un mondo segnato da guerre e violenza; Alessia ha testimoniato come Dio l’abbia “pescata” in un momento particolare della sua vita. Gli interventi hanno rivelato il desiderio di ricominciare, di gettare ancora le reti nonostante le delusioni, di credere che Gesù possa cambiare la nostra notte in alba.

Partendo da queste voci, don Mimmo Battaglia ha ringraziato per la grande partecipazione e ricordato che la Parola di Dio è una “rete che libera, non cattura”, perché Gesù è libertà: «Chi vi rende davvero liberi è Gesù… e allora vivete senza paura!». Ha poi distinto tra pesci buoni, quelli con squame e pinne, e quelli cattivi, senza, sottolineando che «i figli di Dio sono quelli che hanno la spina dorsale. E Gesù insegna ad essere liberi, a vivere la vostra vita e a viverla in pienezza, perché pescatori di uomini vuol dire che tu dai la tua vita in pienezza e con la tua vita viene il Regno di Dio, perché tu puoi essere operatore di pace, di giustizia e di verità».

L’invito finale è stato chiaro e forte: non avere paura di prendere il largo, non accontentarsi di una fede superficiale, ma scegliere ogni giorno di vivere da cristiani autentici. Gesù, ha ricordato, continua a salire sulle nostre barche anche quando sono vuote, chiedendoci solo di fidarci della sua Parola.

Particolarmente significativo è stato vedere tanti sacerdoti presenti accanto ai giovani, non come semplici accompagnatori ma come fratelli nel cammino. La loro presenza ha reso visibile una Chiesa che si prende cura, che accompagna, che crede nei giovani riconoscendoli come protagonisti del presente e del futuro.

Trecase e la zona sud della Diocesi di Napoli ha visto brillare il volto di una Chiesa giovane, gioiosa e accogliente, una Chiesa che cammina insieme senza lasciare indietro nessuno. Un segno di speranza che ricorda come il Vangelo continui a generare vita e come, nell’ascolto della Parola e degli altri, possano accadere cose straordinarie.

E allora prendiamo il largo insieme!

(a cura del Servizio di Pastorale Giovanile e Vocazionale)

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