Rimaniamo uniti nella preghiera

Giovedì 28 febbraio, la Diocesi ha pregato per il Papa e per la Chiesa

Comunità parrocchiali, associazioni, movimenti, parroci, sacerdoti, religiosi: in tanti hanno affollato la Cattedrale il 28 febbraio scorso. Un giorno e una data particolari: l’ultimo del pontificato di Benedetto XVI. La diocesi ha scelto di trascorrerlo in preghiera, con il suo Pastore, il Cardinale Crescenzio Sepe, il vescovo ausiliare monsignor Lucio Lemmo, il vescovo emerito monsignor Dini. Un pomeriggio di preghiera per la Chiesa a cui hanno voluto partecipare in tanti. Il canto, animato da don Rosario Cantone, la preghiera e la riflessione; poi, la lettura del Vangelo di Giovanni 21,15-19 e l’omelia del Vescovo ausiliare che ricorda il rapporto di Pietro con Gesù e i fratelli. «Un dialogo centrato tutto sull’amore – spiega mons. Lemmo – e sulla chiamata a seguire il Pastore che dà la vita per le pecore».
«L’amore del Padre è un grande dono, una grande grazia, una grande capacità di amare deve confondersi con il più grande sforzo, il più grande slancio del cuore umano chiamato a tale sommità d’amore».
«Il cuore più grande del mondo, più simile al cuore di Cristo – spiega il vescovo ausiliare – è il cuore del Papa. Noi vogliamo essere in quel cuore che continuerà nella preghiera, nel silenzio, nella meditazione nell’offerta di tutto se stesso a palpitare per ognuno di noi». Il grazie del Vescovo Lemmo a Sua Santità per «avere scritto la sua ultima Enciclica con la vita», conclude Lemmo».
«Un Pontefice coraggioso e di grande fede », per il cardinale Crescenzio Sepe che ha concluso il momento di preghiera. «Il Papa – ha ribadito Sepe – durante i suoi otto anni di Pontificato ha vissuto momenti difficili e dolorosi». «Benedetto XVI – ha spiegato il cardinale – non ci lascia, continuerà a servire la Chiesa. Così come noi continueremo a pregare per Benedetto XVI anche se non sarà più il Papa effettivo».
Il Cardinale Sepe ha, anche, riferito sul suo ultimo incontro con papa Ratzinger. Il papa emerito aveva detto, infatti, di «portare nel cuore la bella città di Napoli».
Mentre Sepe aveva ribadito che «Napoli le vuole bene e continuerà a pregare per lei».
Durante la preghiera in cattedrale, anche l’esortazione di Sepe ad essere «tutti uniti affinché si scelga secondo lo Spirito Santo e non per propri interessi».
Tante le parole di profonda gratitudine spese da Sepe che ha poi voluto ringraziare i tanti fedeli accorsi in Cattedrale e rivolgendosi loro ha definito la presenza
«un gesto di vera fede e segno autentico di comunione con la Chiesa in un momento particolare e storico».
«Dobbiamo essere tutti uniti nella preghiera – ha concluso il cardinale – affinché si scelga secondo lo Spirito Santo e non per propri interessi, sicuro che il Signore sceglierà colui che dovrà mettersi sotto a una croce pesante».

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