Sacerdoti a porte aperte

Omelia del Cardinale Sepe alle ordinazioni presbiterali

La Grazia del Signore guarda con benevolenza la Chiesa di Napoli per l’ordinazione sacerdotale di:

Don Maurizio DI MATTEO (Portici)
Don Michele ESPOSITO (San Giorgio A Cremano)
Don Antonio FIORENTINO (Casavatore)
Don Marco LOFFREDO (Napoli Scampia)
Don Francesco PINTO (Torre Del Greco)
 
Ordinazioni Presbiterali
XXIII Domenica T.O.
10 settembre 2017
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Care Eccellenze, Cari fedeli tutti
Cari ordinandi Presbiteri
È con immenso amore e riconoscenza a Cristo nostro Signore, Sommo ed Eterno Sacerdote, che celebriamo l’Eucaristia nel corso della quale conferirò l’Ordinazione presbiterale a questi nostri giovani che, liberamente e responsabilmente, hanno risposto all’amorosa e gratuita chiamata del Maestro ad essere suoi sacerdoti e continuare la sua missione salvifica in mezzo agli uomini e alle donne della nostra Santa Chiesa napoletana.
         Per questo, tutti noi vi accogliamo, cari Matteo, Michele, Antonio, Marco e Francesco e vi ringraziamo perché la vostra generosa e incondizionata risposta a Cristo, costituisce la nuova linfa che arricchisce e ringiovanisce il corpo sacerdotale della Chiesa, sposa di Cristo.
“O figlio dell’uomo – abbiamo ascoltato dal profeta Ezechia nella prima lettura – io ti ho posto come sentinella per la casa di Israele”. Sentinella per proteggere e, soprattutto, per accogliere tutti nella santa Chiesa, usando la parola d’ordine della sentinella che è “amerai il prossimo come te stesso” (cfr 2^ lettura).
         Cari Amici ordinandi, è la carità la chiave che apre le porte del cuore di ciascuno di noi e quella della comunità ecclesiale alla quale siete inviati. Accogliere per fare Chiesa, questa è la vostra missione: “Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro” (cfr Mt 18,20). Perciò, ai sacerdoti è assegnata questa grande responsabilità: ri-unire e ri-unirci per vivere la com – unione col nostro Maestro e tra noi senza mai escludere nessuno, sapendo perdonare anche a chi ha sbagliato.
         Presbitero è il consacrato che accoglie tutti con la stessa carità con la quale Cristo ha accolto l’intera umanità e ha accolto anche noi, fino a dare per tutti la sua stessa vita. D’altra parte, come ho scritto nella lettera pastorale “Accogliere i pellegrini” (che sarà diffusa  nei prossimi giorni), l’accoglienza è stata una realtà che ha caratterizzato la vita dei popoli fin dall’antichità per la quale l’ospite, il pellegrino aveva qualcosa di sacro. L’Antico Testamento, da parte sua, è pieno di episodi che manifestano la sacralità dell’accoglienza. Gesù, poi, Migrante del Padre, ha incarnato e ha insegnato che l’ “altro”, ogni “altro” manifesta la sua presenza e il suo amore redentivo. È lui, infatti, che scorgiamo nel volto degli altri, perché tutti i volti sono il Suo, ed è questa la ragione per cui Egli non ha volto.
         Cari Amici, assimilati e configurati a Cristo con l’ordinazione presbiterale, il vostro cuore diventa un cuore sacerdotale accogliente. Accogliere coloro che la Chiesa affiderà alle vostre cure pastorali non è una opzione o un semplice gesto di solidarietà umana e cristiana, ma è parte integrante del vostro ministero sacerdotale. Così, dovete sempre tenere aperte le porte della vostra parrocchia a chi chiede di partecipare all’Eucaristia, a chi chiede di confessarsi, a chi chiede il Battesimo ecc. Anzi, tenere le porte aperte significa anche non rinchiudersi tra quattro mura, ma uscire fuori per incontrare i giovani, le famiglie, gli ammalati, i senza fissa dimora, tutta quella folla di “invisibili” che sembrano aver perso il volto umano e la dignità di uomini e donne.
         Andate, cari amici, in questo mondo di povertà e di abbandono e dove costatate che l’egoismo e la cattiveria di qualcuno vuole costruire mura di separazione, di divisione e di odio, non abbiate paura di abbattere queste mura con il coraggio della vostra fede e la forza della vostra carità. Ve lo chiede quel Cristo che vi ha chiamati ad essere suoi sacerdoti e che ci ha dato l’esempio di amore incondizionato per tutti gli uomini.
         È su questo che Cristo ci interrogherà: ero forestiero e pellegrino e tu mi hai accolto, sostenuto, protetto, amato? Il tuo cuore sacerdotale ha saputo vedere nel volto del povero il mio stesso volto, ha saputo leggere negli occhi del misero il dolore, la solitudine, la sua sete di vita e di amore?
         Affidiamo a Maria, Madre dei sacerdoti, il vostro ministero e la vostra vita sacerdotale. Lei, Madre dell’accoglienza, diventi per tutti noi immagine viva di vera ospitalità, offrendo a Dio con gioia la casa del suo cuore inviolato e le stanze della sua anima immacolata. Ella si donò tutta al suo Ospite, pur sapendo che questa accoglienza le avrebbe procurato dolori, sofferenze e lacrime di sangue. Ci aiuti Maria ad abbattere le nostre paure, apprensioni e tutte le barriere nei confronti di chi bussa al nostro cuore sacerdotale per essere accolto e amato. Ci stringa tutti nel suo abbraccio di Madre.
                   Dio vi benedica e
                   ‘A Maronna v’accumpagna
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