Solennità della Pentecoste

-in allegato le parole del Cardinale

Cari fratelli e sorelle,
 Oggi, solennità della Pentecoste, la gioia pasquale esplode di nuovo in tutta la Chiesa perché il Signore ha manifestato la sua provvidenza inviandoci il suo Santo Spirito, che è Spirito di sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timore di Dio.
 Nel passo degli Atti, l’effusione dello Spirito è descritta come azione che trasforma radicalmente tutte le realtà, mentre nella I lettera ai Corinti, S. Paolo presenta lo Spirito come dono che viene dato a ciascuno secondo la vocazione che ha ricevuto. Nel Vangelo di Giovanni, Gesù, donando lo Spirito ai suoi discepoli, li rinnova e li rende partecipi del suo trionfo sul male e sulla morte. L’ostensione del costato trafitto non è solamente un segno di riconoscimento, ma manifestazione della sorgente vera dello Spirito. Il fianco è aperto, non solamente dal colpo di lancia, ma dall’amore stesso di Gesù che consegna lo Spirito Santo consegnando la propria vita. Gesù muore amando, anzi amandoci fino alla fine, fino al compimento del dono dello Spirito Santo che viene ad abitare in noi, consentendoci di amare come siamo stati amati.

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