Assistenza Clero Anziano

Struttura
Per “assistenza”, si intende l’attenzione verso confratelli ammalati, non autosufficienti, soli o anziani in carenti condizioni di salute fisica, o sofferenti per cause psicologiche o morali.
Gli oggetti di tale attenzione e cura sono:
I sacerdoti presenti nell'ambito diocesano, anche se stranieri operanti tra emigrati di comune provenienza nazionale;
I religiosi dei vari ordini e congregazioni in cura parrocchiale, o impegnati nelle varie cappellanie (cimitero, ospedali, carceri ecc.), o insegnanti nei seminari esistenti nel territorio diocesano;
I diaconi permanenti, specialmente se in difficoltà familiare, o per carenza di lavoro.
Pertanto, l’assistenza offerta da coloro che dall’Arcivescovo sono stati preposti a tale compito, si svolgerà tenendo presente soggetti afflitti da varie circostanze dolorose.

Sacerdoti non autosufficienti
l’assistenza per questi prevede:visite domiciliari una o due volte al mese per offrire loro tutti i conforti che il loro caso richiede: clima familiare confortevole, badanti adeguati, tutela, pulizia.
Attenzione perché possano usufruire della tutela sociale (ASL) e dei benefici assicurativi in base all’accordo “CEI – la Cattolica Assicurazioni.”.

Celebrazione eucaristica, a domicilio per quanti (poco meno di una decina) sono impossibilitati a celebrare da soli la S. Messa, con la partecipazione di familiari e possibilmente di condomini, adeguatamente preparati e preventivamente informati.

Se i sacerdoti sono in condizione di celebrare verrà procurato loro tutto ciò che occorre per una dignitosa celebrazione eucaristica.

Sacerdoti che vivono da soli.
Non mancano nel clero napoletano sacerdoti senza alcun parente o trascurati da essi, costretti alla solitudine. Spesso trovano conforto nell’ambito della comunità, ma non sempre è così. Per essi l’assistenza viene offerta in vari modi e diverse condizioni:

Associarli in comunità sacerdotali.
Possibilità d’essere accolti in comunità di religiosi.
Ospitarli in veri e propri pensionati.
Trovare loro accoglienza in istituti ecclesiastici.

Talvolta le condizioni di salute (a parte la solitudine) risultano precarie anche per l’età avanzata e, date le circostanze di vita, di non accorte e adeguate cure.

Saranno quindi oggetto di attenzioni e cure, adeguate alle loro condizioni di solitudine. Provvederanno, con afflato fraterno, i seminaristi e i diaconi permanenti (oltre ai confratelli) a star loro vicini.

Per questo motivo continuerà ad essere fondamentale la collaborazione tra i preposti all’assistenza dall’Arcivescovo e il Rettore del Seminario perché, come già da anni, i seminaristi (compatibilmente ad altri programmi formativi) a fine settimana, andando in parrocchia, non trascurino questo ammirevole servizio di carità.

Anche i diaconi permanenti sono invitati alla collaborazione, essi saranno informati, caso per caso, circa l’assistenza da prestare a sacerdoti che molto hanno dato alla Chiesa di Napoli e con grande dignità meritano affetto.

Sacerdoti ammalati.

Come da un paio di decenni per i sacerdoti ammalati o costretti ad interventi chirurgici non mancherà loro la dovuta assistenza:

Con visite domiciliari o presso cliniche ed ospedali. Inoltre, come per i non autosufficienti (o perché resi tali dalla convalescenza) si provvederà ad aiutarli nella celebrazione eucaristica. Comunque con la collaborazione dei diaconi e dei seminaristi, non mancherà loro la compagnia, il conforto e l’assistenza.

Quest’ultima si attuerà anche fornendo loro i benefici dell’assicurazione nel rimborso delle spese cliniche, operatorie, specialistiche, infermieristiche e farmaceutiche come previsto dall’accordo “CEI- la Cattolica Assicurazioni” a beneficio del Clero diocesano e religioso inserito nell’Istituto Sostentamento Clero (vedi relazione allegata).

Sacerdoti anziani.

Sono decine nella nostra archidiocesi i sacerdoti ultra settantenni, molti dei quali si avvicinano agli ottanta, alcuni ancora vanno verso i novanta e oltre. Molti sono in attività, ma c’è anche chi è stato costretto a limitare il suo impegno sacerdotale. Per essi sarà importante l’amicizia, l’attenzione e la disponibilità in suggerimenti ed aiuti, che la loro condizione richiede.

Appuntamenti
L’assistenza prevede sussidi e momenti vari per l’attuazione del programma, come:

1) Agape fraterna.
2) Incontri periodici con i seminaristi e i diaconi permanenti.
3) Volontariato
4) Ricorrenze decennali

1) Agape fraterna.
Almeno due volte l’anno (come in occasione della Pasqua e del Natale) si avrà cura di coinvolgere, quanti più sacerdoti (ammalati ma in condizioni di muoversi e anziani) all’incontro con l’Arcivescovo presso il seminario di Capodimonte. I sentimenti si infiammano nell’animo di questi sacerdoti nel rivedere i luoghi della loro gioventù e della formazione, risvegliando ricordi ed episodi sempre felici.
Questo favorisce l’arricchimento dei seminaristi che hanno modo così di ammirare, in tale consesso, sacerdoti che tanto hanno dato alla Chiesa napoletana e constatare la loro spiritualità, la loro esperienza e la loro testimonianza. Del resto saranno proprio i seminaristi prescelti dal Rettore a prelevarli dalle loro abitazioni e a riaccompagnarli a domicilio dopo una giornata che sarà stata preminentemente sacerdotale.

2) Incontri periodici con i seminaristi e i diaconi permanenti
Ammirevole e degno di encomio è da anni il contributo di molti seminaristi della nostra diocesi nel servizio di carità e solidarietà verso i sacerdoti anziani, ammalati o non autosufficienti.
Si continuerà ancora a fare tesoro del loro contributo, che sarà efficace nell’attuazione e nello svolgimento della programmazione del 2019.
Sono previsti con loro incontri periodici, nel seminario di Capodimonte, per aggiornarli della realtà del nostro clero, per fare tesoro delle reciproche esperienze, per fornire loro sussidi nuovi e adatti al servizio da prestare e suggerimenti adeguati per casi particolari o delicati.

Sempre concreta la presenza dei diaconi permanenti a fianco di quanti sono preposti all'assistenza al clero bisognoso. Questo servizio di coordinamento tra le varie forze, ci permette di poter parlare di una vera e propria pastorale sanitaria.
Sono state già raccolte decine di adesioni da parte dei diaconi permanenti che hanno espresso la loro disponibilità a collaborare nell’assistenza dei sacerdoti ammalati, per trattenersi nella preghiera comune, per portare loro la comunione se impediti a celebrare l’Eucaristia o anche a sostenerli nella celebrazione, e infine per far sì che possano trovare dei volontari nell’assistenza giornaliera. Anche con loro si avranno nel corso dell’anno incontri periodici secondo le necessità e i casi particolari che dovessero presentarsi.

3) Volontariato
Come per tutti gli ammalati, anche per sacerdoti, religiosi e diaconi, è indispensabile la presenza di “buoni samaritani”.
Grazie a Dio essi non mancano, specie nell’ambito di comunità parrocchiali o religiose, non sempre però si trovano nella propria famiglia.
È opportuno trovare, accanto a coloro che si impegnano individualmente, e che sono da lodare, associazioni o movimenti specializzati nell’assistenza, capaci di sollecitare misure ed interventi adeguati.

4) Ricorrenze decennali
Saranno ancora ricordate anche nel 2019 le ordinazioni sacerdotali per quanti raggiungono i 40, 50, e 60 anni di sacerdozio . Sarà l’Arcivescovo a suggerire luogo e modalità per vivere questa giornata scelta per la celebrazione che sarà certamente memorabile.

Direttore: Sac Francesco Rivieccio
E mail: f.rivieccio@chiesadinapoli.it
Indirizzo: Casa del Clero Via Capodimonte, 13 - 80136 (NA)
Telefono: 335.5777726

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