Una nuova luce per la Chiesa di Napoli

Processo di beatificazione del Servo di Dio don Agostino Cozzolino

Una rappresentanza di parroci e sacerdoti di Ponticelli
ha consegnato alla Congregazione delle Cause dei Santi
la documentazione riguardante la fase diocesana
del processo di beatificazione del Servo di Dio don Agostino Cozzolino
Una nuova luce
per la Chiesa di Napoli
 
Per espressa volontà del Cardinale Crescenzio Sepe l’attore della Causa
sarà non più la Parrocchia della Madonna della Neve in Ponticelli
ma l’Arcidiocesi di Napoli
 
di Ciro Cocozza
 
Lo scorso martedì 11 novembre è stata scritta una nuova pagina della storia di santità della Chiesa di Napoli. Una rappresentanza di parroci e sacerdoti di Ponticelli, a nome del Cardinale Arcivescovo, hanno consegnato alla Congregazione delle Cause dei Santi la documentazione riguardante la fase diocesana, conclusasi lo scorso 12 giugno, del processo di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio Agostino Cozzolino, Parroco di Santa Maria della Neve dal 1960 al 1988.
Giunti a Roma, siamo stati accolti dal Cancelliere del suddetto Dicastero per gli adempimenti burocratici dell’atto, per essere poi ricevuti dal Sotto-Segretario, il Rev. P. Bogusław Turek, che ci ha dedicato un lungo tempo, intrattenendoci in una interessante conversazione, con amabilità e cordialità. Successivamente ci siamo portati al Pontificio Seminario Romano Minore, dove abbiamo celebrato la Santa Messa di ringraziamento, nella Cappella della Madonna della Perseveranza, in un clima di grande raccoglimento e intimità spirituale. La mattinata si è conclusa con l’agape fraterna presso la Casa “Bonus Pastor” del Vicariato di Roma.
Si è trattato di una giornata storica, che abbiamo vissuto con emozione e partecipazione interiore, soprattutto quando abbiamo fatto memoria dell’esempio di vita sacerdotale del Servo di Dio e di tanti ricordi personali che affioravano nei cuori dei presenti. La consegna dei faldoni alla Congregazione competente è, com’è noto, una tappa, non un traguardo. Inizia, infatti, ora un cammino – quello romano – che sarà di altrettanto impegno e i cui tempi conosce solo il buon Dio. A noi il compito di accompagnare con la preghiera il delicato lavoro dei periti.
La santità di don Agostino è senz’altro un segno per i Sacerdoti e per il popolo che egli ha guidato per lunghi anni, e che non lo ha dimenticato; la sua tomba al Cimitero, sempre adorna di fiori freschi, è meta fissa di chiunque vi si rechi a visitare i propri cari. Non di rado si possono ritrovare sulla lapide bigliettini con su scritto: “Grazie, don Agostino!” o “Pregate me!”. Vorrei concludere formulando un auspicio: che il popolo di Ponticelli possa vedere un giorno ufficialmente riconosciute le virtù del suo antico Parroco, annoverato nel lungo elenco di Sacerdoti beati e santi che hanno servito con esemplarità la Chiesa di Napoli.
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