Una risorsa per la Chiesa

16 e 18 gennaio celebrato al Tempio di Capodimonte il Convegno dei ministri straordinari della Comunione

L’annuale convegno diocesano dei ministri straordinari della Comunione segna una tappa importante dell’itinerario di formazione permanente che nei tredici decanati della diocesi si conduce con modalità diverse ma con tematiche comuni. L’anno sacerdotale, giunto ormai a metà della suo corso, impone una riflessione che metta in luce, come ci ricorda S.S. Benedetto XVI nella lettera di indizione di questo tempo di Grazia “gli spazi di collaborazione che è doveroso estendere sempre più ai fedeli laici, coi quali i presbiteri formano l’unico popolo sacerdotale e in mezzo ai quali, in virtù del sacerdozio ministeriale, si trovano “per condurre tutti all’unità della carità, ‘amandosi l’un l’altro con la carità fraterna”. Il ministero straordinario della Comunione certamente è uno di quei servizi in cui l’apporto che si offre al sacerdote è di “vitale” importanza, considerando che proprio grazie a questo impegno, vissuto da di migliaia di laici nella nostra diocesi, tantissimi ammalati riescono ad incontrare Cristo n   sacramento dell’Eucaristia. Questo ministero nasce, cresce e matura nell’intento chiaro di far arrivare nelle case dei nostri fratelli ammalati la luce di quel Sole che nel Giorno del Signore brilla nelle nostre parrocchie, come ha ricordato mons. Nicola Longobardo nella presidenza liturgica offerta per la celebrazione delle Lodi Mattutine il 16 gennaio. Le relazioni proposte come nucleo portante nel primo giorno di convegno hanno trovato conferma della loro chiarezza nelle risonanze successive alla loro esposizione, in cui oltre a domande inerenti il tema, alcuni hanno condiviso la bellezza di vivere il sacerdozio comune in questa prospettiva di servizio verso le membra sofferenti di Cristo. «Il popolo di Dio, il nuovo Israele, la Chiesa Sposa di Cristo e Madre nostra è un popolo sacerdotale », questo il nucleo portante della riflessione sul Sacerdozio comune offerta da mons. Salvatore Esposito, Vicario Episcopale per il Culto Divino e la disciplina dei Sacramenti, a cui appartiene l’ufficio dei ministri s  aordinari, Un excursus essenziale tra l’Antico e il Nuovo Testamento, approdando al Magistero della Chiesa particolare con il XXX Sinodo della Chiesa di Napoli, e della Chiesa universale con l’autorevolezza del Concilio Vaticano II. «Nell’esperienza quotidiana del credente – afferma Mons. Esposito – i sacramenti costituiscono il fondamento dell’esercizio del sacerdozio comune». L’intervento sul Sacerdozio ministeriale, offerto da Padre Antonio De Luca, pro-vicario per la Vita Consacrata, ha ampliato la riflessione con l’obiettivo di suscitare nei laici presenti il desiderio di aiutare i sacerdoti a rafforzarsi in quelle dimensioni che costituiscono l’identità del prete, oggi. Ministro della Parola, nell’intento chiaro di sentirla per se stesso questa lettera d’amore di Dio, evitando il pericolo di conoscerla ma non di viverla, di predicarla ma non praticarla; ministro della preghiera, maturando la convinzione che «un prete in preghiera – dice padre Antonio – è tutto di Dio. Dio passa nei suoi gesti, nel suo   uardo, nel suo sorriso, nella sua accoglienza … un prete in preghiera … “opera guarigioni e prodigi…” solo in preghiera riusciamo a sventare il pericolo della grigia mediocrità che rischia di avvolgere i giorni e le esistenze». L’apporto del laicato diventa essenziale nell’opera delicata di aiutare i preti a non essere tristi, in un tempo in cui l’ostilità del mondo moderno pone grandi sfide religiose, culturali e sociali. Espressione originale di una realtà considerevole come quella dei ministri straordinari di Napoli, che partecipa attivamente alla riflessione, è stata l’esperienza dei laboratori che in quattro decanati si sono attivati per preparare le relazioni proposte durante il secondo giorno del Convegno, come ampliamento delle due principali relazioni. Sul sacerdozio comune: «La vita è sacrificio gradito a Dio” (XIII Decanato) e “La partecipazione attiva consapevole e fruttuosa” (IX Decanato). Sul sacerdozio ministeriale: “Il sacerdote immagine del Buon Pastore” (XII Decanato) e “Il sacerdote espert  in umanità: la carità, la solidarietà, l’amore per i fratelli» (I Decanato). Le relazioni integrali dei decanati saranno disponibili sul sito internet della diocesi: www.chiesadinapoli.it. Andare nel settore curia, dopo su disciplina dei sacramenti e culto divino, infine su ministri straodinari della comunione. Rivolgendosi ai tutti i ministri straordinari, accorsi numerosissimi al Tempio dell’Incoronata del Buon Consiglio a Capodimonte, il cardinale Crescenzio Sepe ha ribadito che il loro servizio è un vero tesoro pastorale per tutta la nostra Chiesa diocesana. «Il Signore – con paterno affetto ha detto il Vescovo – ha effuso il suo Spirito nei vostri cuori per lo svolgimento di un ministero delicato». La significativa richiesta di coordinamento nei vari decanati, motivo propulsore dell’impegno dell’ufficio diocesano, mette in luce la volontà di sentirsi parte di una chiesa locale che, guidata dal suo pastore, utilizza ogni tipo di risorsa perché si impari, se pur con modalità e linguaggi attuali, a vivere   elli che furono i sentimenti di S. Giovanni Maria Vianney, testimone di questo anno sacerdotale. «Ti amo, o mio Dio, e il mio solo desiderio è di amarti fino all’ultimo respiro della mia vita», questa l’esperienza del patrono dei parroci, questa l’esperienza di ministri ordinati e straordinari di Napoli che “insieme” aspirano ai carismi più alti.
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