V Stazione Quaresimale

25 marzo 2012

Cari fratelli e sorelle,         Con questa V Domenica di Quaresima sta per terminare il nostro cammino quaresimale: manca solo il tratto che ci condurrà alla prossima Domenica delle Palme e, subito dopo, alla Settimana Santa, quando vivremo il mistero della passione e morte del Signore che sfocerà, poi, nella domenica della Pasqua di Risurrezione.          È quanto abbiamo voluto significare col nostro camminare attraverso le strade di questo Decanato in questo quartiere di Barra e quanto vogliamo vivere, con la celebrazione eucaristica, come stazione quaresimale, in questa parrocchia. È un momento di profonda fede che ci unisce a Cristo e ci fa suoi compagni di viaggio.         Il Vangelo ci dice che Gesù, al termine del suo cammino, giunge a Gerusalemme dove  sono arrivati anche greci che chiedono di vedere Gesù. E il Signore risponde: “È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto”. Gesù predice la sua morte, come “l’ora” che sta per scoccare. In realtà quest’ “ora” è il momento culminante dell’esistenza di Gesù; è lo scopo della sua missione e il traguardo del suo itinerario di fedeltà e di obbedienza alla volontà del Padre: Egli è il seme che deve morire per produrre il frutto della vita per tutta l’umanità.         Dalla morte alla vita, o meglio: per mezzo della morte, la vita. Cristo muore e ci dona la vita: Io sono la Vita; noi, che eravamo senza vita a causa del peccato, siamo stati da Lui rianimati e rigenerati, resi partecipi di quella vita unica che dopo il peccato abbiamo sempre desiderato possedere.          Ma sorge spontanea una domanda: oggi la gente, e soprattutto i giovani, credono nella vita, la amano, si sacrificano per vivere una vita vera e ricca di frutti? Molti, lo costatiamo continuamente, vivono in conflitto con la vita, non ne sanno assaporare la gioia; spesso la disprezzano e giungono al punto di ritenerla senza senso o valore, o sacrificano quella degli altri per i propri interessi, per il proprio potere, per dimostrare la propria prepotenza camorristica. La vita per i malavitosi non è un dono, un servizio, come fu quella di Gesù e di tanti suoi discepoli, ma è un oggetto senza valore e senza senso, utile solo a soddisfare il proprio potere di sangue e di morte.         Ma, per fortuna, non tutti, anzi la stragrande maggioranza, non pensa così. Scrive una ragazza poco più che ventenne, “La vita non è fatta solo di assassini, ladri, drogati…penso che nel mondo ci siano tante persone perbene…come quelle che si mettono a disposizione degli altri e che sono pronti a dare una mano”. E un altro ragazzo scrive: “Il mio è un grazie di cuore per chi mi ha donato la vita, e un invito a tutti a mettere la vita al primo posto; la vita è il dono che Dio ci ha fatto. Il modo nel quale scegliamo di viverla è il dono che noi facciamo a lui…”         Ecco il senso della nostra Quaresima, il messaggio che Cristo ci ha lasciato; ecco come dobbiamo continuare a vivere lo spirito del Giubileo per la Chiesa di Napoli: accogliere il dono e responsabilizzarci perché tutti sentano la gioia di vivere la vita bella del Vangelo.         Cristo è morto per questo: perché ognuno di noi possa realizzare tutte le ricchezze, le potenzialità e le energie spirituali e umane che sono insite in ogni persona. Come il chicco di grano si trasforma, si sviluppa e diventa una spiga, così chi accoglie Cristo vita nella sua vita, saprà affrontare le difficoltà e alimentare di speranza e di gioia la propria vita.          La Vergine Santissima, madre della Vita, ci dia la forza per non arrenderci e non cadere nella tentazione del pessimismo o dell’egoismo, ma ci aiuti ad accogliere nella nostra vita di ogni giorno, la vita del Suo divin Figlio, Gesù il Cristo.
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