Veglia Pasquale

Omelia del Cardinale Sepe

Cari fratelli e sorelle,
riuniti dallo Spirito per celebrare la “Madre di tutte le veglie”, come definisce S. Agostino questa Veglia pasquale, vogliamo immergerci spiritualmente nel mistero di Cristo che, dopo la  crudele passione, risorge dai morti. È questa la verità fondamentale della nostra fede: Cristo è risorto e vive in mezzo a noi, inaugurando la nuova e definitiva Pasqua in attesa che si compia la beata speranza della Pasqua eterna nel Regno di Dio.
         In questa Veglia, noi già viviamo la Pasqua terrena attraverso i segni simbolici di questa solenne liturgia: la Parola di Dio, che ci ha annunciato la storia della nostra salvezza; l’acqua che ci purifica e ci dona la nuova vita in Cristo; il fuoco,che illumina e riscalda la nostra fede; il pane e il vino che ci alimentano e, nell’Eucaristia, ci fanno rendere grazia a Dio per le meraviglie che Egli opera in noi.
         L’evento della Risurrezione, che ha richiamato Gesù dalla tomba per farlo Signore dei vivi e dei morti, si realizza in modo speciale per questi fratelli che tra poco battezzeremo, immergendoli nella stessa morte e rigenerandoli alla stessa risurrezione di Gesù. Come a noi già battezzati, anch’essi riceveranno la dignità di figli di Dio, di fratelli di Cristo e saranno dimora dello Spirito Santo.
         Cristo è veramente risorto e noi siamo salvi perché, un giorno, risorgeremo anche noi! La risurrezione non è rianimazione di un  cadavere, ma è rigenerazione, trasformazione; è nuova vita, come Gesù stesso ci ha promesso. È questo il messaggio che il Maestro affida alle pie donne che erano andate al sepolcro per compiere i riti funebri sul corpo del Maestro morto.
         Sono donne umili e semplici, scelte da Gesù per essere portatrici del più grande messaggio che Dio ha affidato ad una creatura. La loro missione non ha successo perché gli Apostoli non credono al loro racconto. I discepoli di Emmaus ne parlano come di “visionarie”. Ma è proprio dell’insegnamento del Cristo scegliere le persone umili e semplici per eliminare le barriere tra pagani e giudei, tra liberi e schiavi, tra uomo e donna, per mostrarsi come il Salvatore di tutti, anche e soprattutto dei poveri: sono venuto per portare il lieto annuncio ai poveri.
         La Pasqua, perciò, è liberazione dal male e dalla morte; da ogni forma di schiavitù, morale e sociale dell’uomo; è festa del dinamismo, della trasformazione, del rinnovamento, del risveglio; è passaggio dalla morte alla vita; dalla notte al giorno; dal deserto alla terra promessa.
         Calata nella nostra vita, cosa comporta questa Pasqua – Passaggio? Accettare la compagnia di Gesù risorto, la sua offerta di liberazione dal nostro egoismo e dalla nostra superbia, per dare luce e gioia al nostro vivere quotidiano. Ognuno di noi conosce i punti deboli del proprio comportamento umano e cristiano; gli alti e i bassi negli avvenimenti di ogni giorno; il relazionarci con gli altri; gli impegni sociali e familiari, la vita di preghiera.
         Con la Pasqua tutto può cambiare se ci affidiamo a Colui che tutto può, che ci ama ed è pronto ad aprirci la porta della sua infinita misericordia.
Maria SS.ma, la Madre del Risorto, ci aiuti a risorgere ogni giorno per partecipare alla gioia dell’incontro col suo Figlio Divino.
                            Santa Pasqua e
                            ‘A Maronna v’accumpagna
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